Il 13 novembre di 42 anni fa muore Vittorio De Sica, caposcuola della corrente cinematografica del neorealismo

italianissimaMuore Vittorio De Sica all’età di 72 anni. Il cinema italiano perde uno dei suoi più grandi registi della storia del cinema, venerato anche dai mostri sacri del cinema d’oltreoceano che lo definiscono come sublime esempio di artista. Tuttavia, l’Italia, sofferente di esterofilia, non ha mai valorizzato il talento di Vittorio De Sica, trascurando come spesso accade i suoi personaggi. Nato a Sora, in provincia di Frosinone, il 7 luglio 1902, Vittorio De Sica ha trascorso l’infanzia a Napoli, in una famiglia povera. Trasferitosi a Roma con la famiglia, ha iniziato a frequentare il teatro e a mettersi in gioco come attore, quando a sedici anni ha fatto il suo debutto in teatro. Nel 1923 entra nella compagnia di Tatiana Pavlova, e in pochi anni diventa la star delle matinée. Nel 1926 ha il suo esordio nel cinema, dove si distingue nelle parti a lui più confacenti del galante conquistatore. Sono proprio di questi anni le sue interpretazioni cinematografiche per le quali ottiene il suo primo grande successo interpretando Bruno nel film di Mario Camerini Gli uomini che mascalzoni! Nel 1933, fonda una compagnia teatrale con la moglie Giuditta Rissone e Sergio Tofano.
Esordisce dietro la macchina da presa nel 1939 con Rose scarlatte. Dotato di grande talento, De Sica è stato, insieme a Roberto Rossellini, il caposcuola della corrente cinematografica del neorealismo, periodo in cui escono I bambini ci guardano, Sciuscià – ritratto dell’infanzia abbandonata – e, due anni dopo, Ladri Di Biciclette, sulla triste condizione dei disoccupati nel dopoguerra. Per questi ultimi due titoli il grande regista vince l’Oscar.
Il Neorealismo è una corrente letteraria e artistica iniziata negli anni Trenta come reazione alla passività che gli intellettuali italiani avevano dimostrato durante gli anni del Fascismo. Infatti, con le dovute eccezioni, essi non erano stati in grado di denunciare gli orrori del regime, e avevano preferito ritirarsi nella propria intimità per raccontare la guerra da un punto di vista interno. Sempre in ambito neorealista De Sica gira Miracolo a Milano e il malinconico Umberto D., pellicola aspra considerata da molti il suo capolavoro. Più tardi, accantonata la corrente neorealista, Vittorio De Sica si dedica a film più disimpegnati, ma per questo non meno carichi di sensibilità e raffinatezza, come lo straordinario L’Oro di Napoli. Tra gli altri si ricordano La Ciociara, Ieri, Oggi e Domani, Matrimonio All’Italiana, Il giardino dei Finzi Contini (con il quale vince un altro Oscar nel 1971). Il suo ultimo film realizzato è Il Viaggio, del 1974, anno della sua morte.

Di Alberto Bonfigli