I fascisti, Pasolini, La macchinazione e il vizio italico per il pettegolezzo

pasolini_vandali_lapide_lipu_it-576x450I fascisti hanno devastato la lapide che ricorda Pierpaolo Pasolini. Un fatto gravissimo, violento, perpetrato non da semplici balordi, ma significativo nel momento in cui è uscito il film La macchinazione di David Grieco. Tutto questo mentre gli italiani si abbandonano a vizio incontenibile del pettegolezzo da cortile tipico di un popolo minorenne che ha sempre bisogno di un dittatore, che parla perché ha la lingua in bocca senza controllare il collegamento con la testa. Un vizio perverso, autolesionista, idiota che si scatena in ogni occasione. Se andate allo stadio, ecco tutti sono allenatori, se parlate dell’euro, tutti sanno cosa fare, in tema di attentati e di sicurezza nazionale vi sfornano una soluzione dopo l’altra. In pratica, non fanno nulla, ma parlano, scrivono senza risparmiare nessuno dal Papa, a Obama, a Putin. Sono spietati. Questo è anche il caso dell’ultimo film di David Grieco La Macchinazione. Un film coraggioso, difficile, che ha incontrato difficoltà infinite. In tempi in cui tutti si prostrano al potere, che anche Benigni si è dato una calmata, meriterebbe un parola di incoraggiamento. Non dico tanto, ma almeno una pacca sulla spalla. Tanto per dire ce l’avete fatta! E invece no! Uno dice che non va bene la regia, l’altro la conduzione del film, un altro che il film non riuscito, altri contestano la confusione, la modestia, l’audacia, non mancano neppure i puristi dell’Accademia della Crusca alla matriciana. Nessuno di costoro si rende conto che Pasolini è un intellettuale studiato in tutto il mondo e che ha intuito la realtà che stiamo vivendo oggi. Il film è il risultato di un grande impegno civile e ha il merito riaprire il caso Pasolini e non da ultimo si deve dire il regista, prima di avventurarsi in questo lavoro difficile, ha rifiutato di collaborare ad opere e ai guadagni di film che giudicava sbagliato. Un gesto di moralità e di affetto verso Pasolini che in tempi in cui il denaro compra tutti, fa riflettere, ma per gli italiani di oggi l’importante è criticare senza capire di cosa stanno parlando. Sarà colpa della presunzione, dell’ignoranza, della chiusura mentale o come dice Pasolini dell’omologazione di massa, dell’appiattimento ideologico, della miseria culturale che ormai in questo Paese distrugge tutto e trasforma gli uomini in bestie? Non siamo grado di rispondere, ma tanta ottusità fa male. Intanto resta un fatto la lapide di Piepaolo Pasolini distrutta

di Daniele Ceccarini