Gianfranco Timossi. L’artista Nascosto Di Campo Ligure

CAMPO LIGURE (GENOVA)– Campo ligure, il paese famoso in tutto il mondo per le straordinarie filigrane, vanta oggi sculture gigantesche di incredibile bellezza. Sono le opere di Gianfranco Timossi, un personaggio gentile e affabile, dotato dell’ironia tipica dei liguri. Ascoltarlo è bellissimo. IMG_20140503_123458La sua è una storia fantastica. Un giorno, spinto da un bisogno oscuro, decide di partire da Campo Ligure e va a Rodi. Camminando per l’isola incontra dei contadini che stanno segando un grosso tronco di ulivo secco. Colpito da un’illuminazione decide di comprarlo; guardando il tronco, Timossi ha scoperto l’antica passione della sua famiglia: scolpire il legno. E’ come se il tronco vecchio di centinaia d’anni lo avesse stregato. I rami secchi, le radici divelte raccontano emozioni di vite passate. Gianfranco sente le fibre del tronco raccontare storie di antiche generazioni. Sono racconti confusi che forse solo un artista può ascoltare. Quando il tronco arriva a Campo ligure è collocato ai piedi del Castello da cui si vede la valle. Gianfranco osserva il grande tronco, lo guarda, lo tocca, sente voci forti, sofferte, disperate, contorte. Sono l’abbraccio disperato di una madre col bambino, mentre stanno fuggendo da qualcosa di terribile,le grida di persone intorno che soffrono, piangono. Il tronco racconta una grande tragedia. Le figure contorte, lacerate sofferenti sono l’umanità dolente che di fronte alla morte non ha risposte. aTimossi legato alla cultura classica pensa alla tragedia di Pompei, ma quando voi lo osservate avvertite in quei volti disperati qualcosa di universale, la tragedia dell’umanità che soffre di fronte al destino a cui non può ribellarsi. E’ Hiroschima, Nagasachi, Chernobyl, Mathausen… Oggi accanto alla grande statua dedicata alla tragedia di Pompei troviamo l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso di Dante. Figure drammatiche e sofferenti si confondono con volti sereni. Sono statue colossali, scolpite con grande maestria, con un gioco sapiente di scalpello per cogliere le luci e le ombre dal legno, che trova nelle mani dell’artista una nuova vita. Ogni statua comporta anni di attento lavoro per modellare il legno e per estrarre da questo allegorie mitologiche di tre metri per tre. La particolarità più straordinaria delle opere di Timossi è che non sono realizzate con elementi incollati o assemblati: il volume di tutte le sculture è quello del tronco dell’olivo, salvato dal fuoco. Sono la nuova vita delle image6921grandi piante dell’antica Rodi. Queste statue rivelano la grande passione per la cultura greca Apollo e Dafne, Prometeo. Ma Timossi ha altre sorprese poco lontano dal castello, ha un laboratorio dove incontrate altre numerose sculture, questa volta di dimensioni più piccole.


Gianfranco Timossi
è nato nel 1936 a Campo Ligure, un paese dell’entroterra genovese. Ha vissuto e lavorato per anni a Rodi. Ritornato a Campo Ligure lavora come scultore, un’arte imparata dal nonno artigiano. Oggi è un artista molto interessante, tutto da scoprire.

Di Daniele Ceccarini 

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