Giancarlo Capozzoli, Lì dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva

Abbiamo incontrato lo scrittore e regista teatrale Giancarlo Capozzoli che ci ha parlato del suo libro Lì dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva. Una raccolta di articoli pubblicati sul The Huffington Post, un punto di vista non convenzionale che si focalizza sui sentimenti, le fragilità e sulle storie complicate delle persone incontrate nelle carceri italiane: “Una volta parlando con un ex brigatista mi ha detto questa frase che mi è rimasta impressa ‘Il cielo non è quel quadrato di cielo che si vede attraverso le sbarre” una frase che a noi sembra semplice ma in realtà racchiude un concetto che per loro rappresenta una cosa enorme… Il carcere in Italia è deresponsabilizzante, si perde l’affettività, ho deciso di raccontare queste storie perché mi sono sentito investito da quest’onda emozionale e ho pensato che se emozionava me avrebbe potuto emozionar anche i lettori”. 

“Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti. Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dove ci sono dei vuoti. È lì che qualcuno ha bisogno di stare ad ascoltare qualcosa che qualcun altro ha da dire a lui” (Copeau). In questi vuoti, in questa eccezionalità reclusa, si inseriscono i racconti e i dialoghi di Giancarlo Capozzoli, scrittore e regista teatrale, impegnato da anni in progetti di spettacoli nel chiuso delle carceri e all’aperto del cuore. Bisogna avere uno sguardo aperto, una forte umanità per testimoniare (come nello spirito della nostra collana) il valore liberante dell’arte, l’umiltà di imparare dai dimenticati, come Capozzoli scrive nell’introduzione: “In questo luogo insolito ho scoperto un mondo altro, e, nonostante tutto, la dignità. La dignità di persone dimenticate. Da qui la necessità di raccontare e scrivere”.

Giancarlo Capozzoli nasce a Napoli, si laurea in filosofia a Roma, con una tesi sul pensiero di Martin Heidegger. Ha collaborato in passato alla realizzazione di progetti culturali presso gli istituti penitenziari di Rebibbia e Regina Coeli e di Civitavecchia. Attualmente dirige una compagnia di attori/detenuti non professionisti presso il reparto g9 di Rebibbia e presso la III casa di Rebibbia. Collabora con la cattedra di drammaturgia Antica diTor Vergata.

di Daniele Ceccarini