Ferdinando Imposimato: abbiamo vinto una straordinaria battaglia in difesa della democrazia e della Costituzione.

url-3Carissimi amici, abbiamo vinto una straordinaria battaglia in difesa della democrazia e della Costituzione che ne è il fondamento. In questo momento meraviglioso ringrazio e abbraccio ognuno di voi con gioia e fiducia, ringrazio il magnifico Comitato per il NO e i suoi combattenti, i meravigliosi e infaticabili attivisti del Movimento 5 Stelle di tutte le città che ho attraversato in questi mesi , da Carrara a Massa, da Firenze a Napoli, da Caserta a Bari, da Roma a Pomezia, da Genova ad Avellino, da Benevento a Taranto, da Ardea a Tivoli, da Civitacastellana a Sorrento , Da Lecce a Casarano, da Cagliari a Milano, da Trento a Torino, dalla Val di Susa a Grosseto , da Castiglione a San Remo, da Bologna a Modena, da Riccione a San Benedetto del Tronto, da Recanati a L’Aquila, da Avezzano a Vasto, da Vado Ligure a Montecatini Terme a Piano di Sorrento , Varese e Ascoli e tante altre città che mi hanno ospitato con amore e pazienza. E mi scuso con gli amici del Movimento 5 Stelle e con i cittadini di Carbonia e Pomigliano, di Verona e Somma Campagna e Nettuno, città in cui sono stato costretto a mancare per via di una terribile bronchite che ancora mi affligge. Chiedo scusa a Emanuela Corda, a me tanto cara, per la mia assenza dalla amata Sardegna il 19 novembre. Sarò felice di tornare in Sardegna. Ringrazio tutti quelli che hanno avuto la benevolenza di credere in me e nelle mie povere parole in difesa della Costituzione. Abbiamo respinto una manovra eversiva contro i lavoratori, gli insegnanti, le forze dell’ordine, i disoccupati, i pensionati, i No Tav, i risparmiatori, ben sapendo che essi sono ancora senza il rispetto dei loro diritti. Abbiamo lottato contro la discriminazione che stampa e TV, salvo pochi coraggiosi giornalisti, hanno attuato contro di me per isolarmi. Ringrazio i meravigliosi studenti universitari della Sapienza , di Roma tre, di Bologna, di Padova per le loro battaglie in difesa di una Unoiversità che sia centro di sapere e non di affari e clientele.
Ma ora dobiamo proseguire la battaglia per costruire una società più giusta , attuando il programma della Costituzione. soprattutto la eguaglianza dei diritti sociali, la dignità del lavoro , l’istruzione , la tutela dell’ambiente, il reddito sociale, la possibilità per i lavoratori di partecipare alla organizzazione politica economica e sociale dello Stato , e di occupare il posto che loro compete nella società, vincendo la resistenza dei privilegi alla espansione della eguaglianza collettiva dei diritti , la retribuzione dignitosa dei lavoratori proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e tale da garantire una vita libera e dignitosa, la scuola deve riconquistare la sua centralità con il rispetto dei docenti che educano i giovani al ricambio generazionale . Le risorse vanno recuperate dalla lotta alla corruzione, tassa occulta su lavoratori e pensionati, che alimenta le diseguaglianze e la disgregazione sociale , e devono tendere ad una società che non abbia settori marginali, zone d’ombra alle quali sia riservata una sorte meno fortunata, una partecipazione meno intensa alla vita sociale. Lo Stato non deve continuare a perseguire il vantaggio di pochi privilegiati e dei banchieri ma il bene della collettività, che deve prevalere sul bene dei pochi. Se tutta la nazione è prospera, arreca più vantaggi a tutti i cittadini che se è fortunata in ciascun cittadino, ma va in rovina nel suo complesso. Lo stato deve prevedere il reddito sociale per i disoccupati involontari e i disabili. Occorre la modifica del codice penale trasformandolo nel codice della libertà e della difesa dei diritti umani adeguando le pene ai valori della Costituzione . Credo che il metodo democratico e le divergenze di idee siano un mezzo insostituibile per la democrazia compiuta. Ma il senso di responsabilità del cittadino democratico pone al dibattito dei limiti, il primo dei quali è non esasperare il dissenso. La fondamentale identità di vedute permette una comunità umana. La vita non sarebbe possibile se i consensi non fossero superiori ai dissensi. La discordia porta alla rovina dei popoli. La concordia ha portato alla Costituzione repubblicana e a questa vittoria. Guardiamo all’Italia inserita nell’Europa non di banchieri e predatori ma unita su base federale ; l’Italia continuerà ad esistere e ad essere onorata ed amata come piccola patria in una patria più grande, insegnava Sandro Pertini. Non vogliamo un’Europa a guida tedesca, con la Germania che profitta della crisi, come riconosce il filosofo Jurgen Habermas, favorendo le crescenti diseguaglianze economiche. L’austerità invocata dalla Germania a spese dei più deboli fa aumentare i populismi. La Germania deve essere pronta a rinunziare agli interessi mostruosi per i prestiti fatti Vogliamo un’Europa democratica e solidale , che sia indipendente dall’America e che si proietti verso i paesi della riva sud del Mediterraneo. Vogliamo la fine del regime e la libertà di informazione. Un abbraccio grande a tutti voi.

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