Far bene all’ambiente fa bene all’ambiente

Far bene all’ambiente fa bene all’ambiente. Il batterio utile nella lotta biologica contro le zanzare.

Un articolo di Andrea Casarini

Partiamo da alcune considerazioni di fondo che aiutino a capire quanto è meglio effettuare il controllo delle popolazioni delle zanzare attraverso l’intervento larvicida di questo batterio piuttosto che attraverso prodotti adulticidi di sintesi:
1. Nella lotta adulticida si può colpire tra il 25 e il 30% della popolazione infestante.
2. la lotta adulticida effettuata con prodotti di sintesi non è efficace (anche perché le zanzare spesso diventano resistenti agli stessi)
3. sono state trovate correlazioni significative tra effetti tossici (acuti e/o cronici) degli insetticidi di sintesi ed allergie, asma, malattie neurovegetative, sterilità, malformazioni neonatali.
4. gli insetticidi utilizzati per combattere le zanzare, riducono le popolazioni di altri insetti, quali le già martoriate api, le cui popolazioni sono diminuite di circa il 50% in tutta Europa, anche grazie all’uso di insetticidi di nuova generazione.
5. la lotta biologica con l’intervento larvicida può superare anche l’85% della popolazione infestante
6. è più semplice ed economico prevenire lo sviluppo delle zanzare adulte quando sono ancora larve in un ristagno d’acqua piuttosto che eliminarle quando ormai sono libere di volare nell’ambiente

Il Bacillus thuringiensis var. israelensis, (B.t.i) … questo sconosciuto…!!
dato che molti non lo conoscono, altri ne hanno solo sentito parlare e c’è anche chi pensa sia nocivo per l’ambiente e per l’uomo cerchiamo di fare chiarezza:
• dal punto di vista tossicologico il Bacillus thuringiensis si è rivelato sicuro e non tossico per gli animali non target e per l’uomo, il suo rischio è stato classificato dall’EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente) statunitense come minimo o non esistente, inoltre risulta a basso impatto ambientale in quanto questo insetticida viene rapidamente degradato dalla luce solare e dai normali microrganismi presenti nell’acqua e nel terreno;
• l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato nello studio EHC 217 (Environmental Health Criteria 217 – Microbial Pest Control Agent Bacillus thuringiensis) che il Bacillus thuringiensis israelensis può essere tranquillamente usato per il controllo dei parassiti delle colture agricole e orticole e negli ambienti forestali, come pure risulta sicuro negli ambienti acquatici e perfino nei serbatoi di acqua potabile per la lotta alle larve di zanzara;
• una ulteriore analisi sulla sicurezza per uomo e animali del Bacillus Thuringiensis è stata pubblicata sul numero di Luglio/agosto del 2006 della rivista “Disinfestazione e igiene alimentare”;
• a causa della sua breve vita biologica e della sua specificità d’azione, è poco probabile che il B.t. possa causare resistenze sugli insetti bersaglio rispetto agli insetticidi di origine chimica.
Il B.t. è un batterio sporigeno che vive normalmente nel terreno che, se distribuito nell’ambiente (sulle foglie, nell’acqua), viene ingerito dagli insetti sensibili liberando alcune tossine in grado di danneggiare il tratto digerente delle larve, soprattutto di ditteri (zanzare)
Queste tossine, estremamente specifiche ed in grado di danneggiare solo l’intestino di determinate specie di insetti, sono innocue per l’uomo anche per una questione di pH gastrico, sono prodotte sotto forma di cristalli, i quali si dissolvono in particolari condizioni di alcalinità con valori di pH superiori a 9
Il Bacillus thuringiensis var. israelensis, nel settore della disinfestazione civile, svolge un ruolo importante in quanto il suo utilizzo, rispetto ad altri insetticidi chimici, consente di evitare gli effetti collaterali negativi su organismi non bersaglio integrandosi perfettamente con i protocolli di prevenzione e controllo ecocompatibile delle zanzare e risultando ad oggi uno degli insetticidi più selettivi e sicuri nei confronti dell’ambiente e delle specie utili.
Attualmente esistono in commercio vari prodotti a base di B.t.i utilizzabili in agricoltura; le formulazioni più comuni sono i granuli idrodispersibili e le pasticche idrosolubili.
La persistenza nell’ambiente dei prodotti a base di Bacillus è ridotta a causa della fotolabilità delle spore e dei cristalli attivi per cui i trattamenti vanno ripetuti settimanalmente, ma proprio per questa caratteristica l’impiego del Bacillus thuringiensis var. israelensis viene ammesso dai disciplinari di produzione biologica.
L’applicazione viene fatta in corrispondenza dell’apertura delle uova di zanzara o se si verificano eventi eccezionali come piogge o irrigazioni intense irrorando direttamente nelle acque dove si sviluppano le larve di zanzara e il suo potere insetticida viene misurato UTI/mg (Unità Tossiche internazionali per milligrammo di prodotto).
Nel nostro Paese va comunque utilizzato secondo le norme dichiarate nelle schede tecniche e nelle schede di sicurezza dei prodotti commerciali in quanto al fine di ottimizzarne l’efficacia è necessario considerare un adeguato immagazzinamento (il B.t.i mantiene inalterate le sue potenzialità applicative per almeno 2 o 3 anni) e modalità di conservazione (deve essere poi conservato a temperature non superiori a 25 °C lontano da fonti di calore e non esposto alla luce diretta del sole).
Altro aspetto da considerare, anche se per il privato è difficile, è quello del pH dell’acqua che si intende trattare perché se il valore del pH è superiore a 8 il B.t.i si attiva anzitempo prima di raggiungere il proprio bersaglio non ottenendo in questo frangente il risultato voluto,
Come ultima considerazione tengo a sottolineare il fatto che il Bacillus thuringiensis var. israelensis (B.t.i) viene utilizzato per il monitoraggio ed il controllo dell’ Aedes albopictus, (zanzara tigre) implicata nella trasmissione in natura di n. 3 Flavivirus (Dengue, West Nile e Encefalite Giapponese), n. 6 Bunyavirus (Jamestown Canyon, Keystone, LaCrosse, Potosi, Chache Valley, Tensaw) e n. 2 Alfavirus (Chikungunya, Encefalomielite Equina dell’Est).
Inoltre data la sua manipolabilità genetica si è riusciti ad estrarre il gene che codifica la tossina che è stato poi inserito in alcune piante coltivate, soprattutto soia e mais. In tal modo queste piante sono in grado di sintetizzarsi da sole la tossina divenendo “velenose” per gli insetti dannosi auto proteggendosi.
Per tutto quanto sopra esplicitato ed in relazione agli studi scientifici è giusto far fede ed applicare il vecchio e famoso proverbio che cita “è più semplice ed economico prevenire lo sviluppo delle zanzare adulte quando sono ancora larve in un ristagno d’acqua piuttosto che eliminarle quando ormai sono libere di volare nell’ambiente”.

Approfondimenti

• Nuove prospettive di controllo microbiologico degli insetti nocivi L RUIU, I FLORIS- Atti Accademia Nazionale Italiana di Entomologia Anno LX, 2012: 173-176
• Lotta alle zanzare nelle area urbane PM Bianco, R Ronchetti- Il Cesalpino, 2015 – academia.edu
• World Health Organization & International Programme on Chemical Safety. (‎1999)‎. Microbial pest control agent : Bacillus thuringiensis. Geneva : World Health Organization. studio EHC 217 (Environmental Health Criteria 217 – Microbial Pest Control Agent Bacillus thuringiensis)
• Lotta biologica contro le zanzare con un batterio larvicida – https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/lotta-biologica-zanzare-batterio-larvicida/31/ agosto 2017
• Bacillus thuringiensis: una potente arma biologica contro gli insetti … https://www.microbiologiaitalia.it/…/bacillus-thuringiensis-una-potente-arma-biologica 21/07/2017