Elastico spa presenta “We are the bear”, a Toronto dal 28 settembre

TORONTO – Dal 28 settembre all’8 ottobre 2017 a Toronto va in scena EDIT, ovvero un “expo-meets-festival” che attraverso design, tecnologia e innovazione prova a dare una risposta alle grandi sfide del futuro.

L’evento biennale – prodotto da DX (Design Exchange) con la partnership delle Nazioni Unite – ha luogo in una fabbrica abbandonata di oltre 150.000 mq, e attira ogni anno circa 100.000 presenze.

L’edizione 2017 ruota intorno a 4 temi principali, e altrettanti padiglioni: Shelter (dare riparo), Nourish (nutrire), Care (proteggere) Educate (educare), attraverso i quali EDIT presenterà al pubblico quei progetti che possono trasformare la percezione del futuro in questo preciso momento storico.

Elastico spa ovvero lo studio dell’architetto Stefano Pujatti, in collaborazione con gli studi KFA architects and planners inc (Toronto) e Thomas Brown, presenta “We are the bear” ovvero una installazione che vuole far riflettere su quanto i cambiamenti climatici stiano impattando l’area dell’artico e, nello stesso tempo, vuole supportare chi a questi cambiamenti reagisce concretamente.

L’installazione consiste in un orso di marmo che emerge da una vasca di petrolio: la drammatizzazione dell’opera è accentuata dall’angusto spazio che la contiene, le cui pareti si riflettono sul liquido, oltre che da uno sfondo di ghiaccio che si scioglie e si ricompone, rimandando ad un processo tristemente inarrestabile.

Perché l’Orso? Perché è il simbolo del Nord del mondo, animale sacro nella cultura indigena (scuoiato dai cacciatori assume sembianze umane), perché è vittima quanto gli autoctoni dei cambiamenti climatici e perché come molte popolazioni  del mondo in  questo momento è costretto a migrare nel disperato tentativo di sopravvivere.

“We are the bear” non vuole essere solo una denuncia ma anche un aiuto concreto: per questo l’opera verrà messa all’asta e il ricavato sarà devoluto interamente all’Indigenous Innovation Incubator Project (3 I P), ovvero un progetto interno al Weengushk Film Institute che mira a formare i giovani a rischio nella comunità indigena. Un progetto artistico ma anche altamente formativo in quanto oltre a offrire agli studenti gli strumenti per esprimere il loro disagio, fornisce conoscenze pratiche e tecniche in grado di aprire loro nuovi sbocchi lavorativi.

L’obiettivo, a cui “We are the bears” vuole partecipare concretamente, è l’edificazione di una nuova sede operativa nella Manitoulin Island.

L’architetto Pujatti che ha da poco aperto uno studio a Toronto, non si definisce un architetto “sostenibile”: è consapevole che tutto ciò che definisce un progetto è il frutto di una mediazione, dall’impiego dei materiali alla definizione degli spazi. La ricerca di un risultato che sia in accordo con l’etica personale (e quindi con una visione sostenibile) è un compromesso che il progettista prende con se stesso e a cui non si può sottrarre, non è una missione quanto invece una componente ineludibile del suo fare architettonico.