‘Ecologia del diritto’, un nuovo ordine eco-giuridico per salvare il Pianeta

Cambiare il diritto per ridurre sprechi, disuguaglianze e inquinamento. Solo un nuovo ordine giuridico, questa volta ecologico, che faccia propri i concetti di sostenibilità, condivisione e partecipazione, permetterà di agire contro le crisi ambientali, economiche e sociali del nostro tempo per garantire la sopravvivenza stessa del Pianeta. Lo studioso del diritto Ugo Mattei spiega all’Adnkronos il messaggio di ‘Ecologia del diritto’, opera realizzata insieme al fisico e teorico dei sistemi Fritjof Capra ed edito in Italia da Aboca Edizioni.

Sul banco degli imputati non solo, dunque, il modello economico prevalente ma le leggi che lo sostengono che ormai hanno dimostrato tutti i loro limiti. “Il diritto moderno – spiega Mattei, professore ordinario di Diritto civile all’Università di Torino – offre al capitalismo gli strumenti che legalizzano l’estrazione illimitata, l’accumulo di risorse e in definitiva il mantenimento di un modello di convivenza sociale del tutto insostenibile perché produce sprechi, diseguaglianze e inquinamento”.

Per questa ragione i due autori sollecitano un nuovo ordine eco-giuridico. “Un ordine giuridico ecologico non tollera istituzioni estrattive che codificano l’assenza di limite – chiarisce – L’iniziativa economica privata deve essere ammessa solo quando compatibile con la sostenibilità, la proprietà privata deve essere funzionalizzata al mantenimento della vita sul Pianeta, lo Stato deve lasciare il potere a forme di governo dei beni comuni basate su inclusione, partecipazione e diffusione del potere non su esclusione e accumulo”.

In questa direzione un aiuto può arrivare dalla scienza che, spiegano i due autori nel libro, ha sempre avuto fin dall’antichità un rapporto di reciproca influenza con il diritto. “La scienza ha incominciato a osservare i fenomeni in chiave olistica ed ecologica – spiega Mattei – La teoria dei sistemi complessi confuta ogni visione meccanicistica del reale e le conseguenze sistemiche delle azioni vengono prese in considerazione e descritte. Lo stesso cambio paradigmatico non é ancora avvenuto nelle scienze sociali e nel diritto”.

Il cambiamento è possibile. E lo dimostrano realtà che hanno già intrapreso questo cammino. “In vari sistemi si scorgono sintomi di cambiamento virtuoso – illustra l’esperto di diritto – La natura viene soggettivizzata e difesa nella Costituzione ecuadoregna e in quella boliviana. La giurisprudenza dell’Oregon, quella olandese e, financo, quella pachistana iniziano a riconoscere e garantire gli interessi delle generazioni future alla sostenibilità; proprio in questi giorni una Corte neozelandese ha riconosciuto un fiume sacro ai Maori come soggetto di diritto”.

Ma poiché questo nuovo ordine, spiegano gli autori, non può essere imposto ma deve poter emergere, tutti devono essere coinvolti. “Per noi é importante che le persone, cioè tanto la pubblica opinione quanto i rappresentanti politici, raggiungano un buon livello di alfabetizzazione tanto ecologica quanto giuridica“, spiega Mattei.

“Ossia bisogna avere contezza diffusa tanto dei principi fondativi delle leggi di natura quanto dell’opposizione a queste delle leggi umane oggi prevalenti – conclude Mattei – Tale consapevolezza ci obbliga a resistere lo stato di cose presenti eventualmente attraverso la resistenza civile nei confronti delle manifestazioni del diritto e del potere che mettono in pericolo la sopravvivenza del Pianeta. Speriamo che questo libro sia un passo in questa direzione”.

L’edizione italiana di ‘The Ecology of Law’, che negli Stati Uniti ha già riscosso molta attenzione, sarà presentato in Italia in anteprima a Biennale Democrazia il prossimo 31 marzo.

fonte: Adnkronos