Domenica 9 ottobre con il 36° Palio delle Contrade rivive la Vigevano degli Sforza

Ho deciso di dedicare il mio primo articolo di ottobre a Vigevano, il centro più importante di quella terra fertile delimitata dal Sesia, dal Po e dal Ticino e ricca di castelli che è la Lomellina. I motivi per cui ho scelto di parlarvi di questa splendida città lombarda, che dista poco più di una trentina di chilometri sia da Milano sia da Pavia, sono molteplici.

Il primo è rappresentato dal Palio delle Contrade in onore del protettore della città, il Beato Matteo Carreri, che si disputerà nel week end e che “trasporterà” Vigevano nella seconda metà del 1400, periodo in cui la città era governata dagli Sforza. Il secondo poiché è una città d’arte e il suo centro storico è impreziosito dalla rinascimentale  Piazza Ducale, una delle piazze più belle d’Italia. Il terzo è legato alla possibilità di gustare i piatti più tradizionali della Lomellina che, vi assicuro, sono in grado di soddisfare anche il palato dei golosi più esigenti.

vigevano-palioI festeggiamenti per il Palio inizieranno nel primo pomeriggio di sabato 8 ottobre con l’esibizione, in Piazza Ducale, di musici e alfieri e il corteo delle dodici contrade che prenderanno parte alla manifestazione.

Seguirà l’apertura della prima scuderia del Castello e verrà data la possibilità ai turisti di visitare il borgo medievale ricreato dalle corporazioni.  I visitatori potranno poi assistere all’esibizione di cavalli e cavalieri e al primo gioco del Palio, la “Prova dell’Albero del Melo Cotogno”. All’imbrunire inizierà poi la tanto attesa “Notte Sforzesca” allietata da musica e danze e dalle dimostrazioni di giocolieri e sbandieratori.

vigevano-palio-2Domenica 9 ottobre per poter assistere alla fase conclusiva del Palio, che impegnerà le contrade nella corsa con le carriole e con il cerchio e nella costruzione della torre, verranno nuovamente aperte le porte del Castello. Alle 15.30 per le vie del centro storico si svolgerà la sfilata del corteo composto da 500 figuranti in costume in cui si potranno riconoscere le figure di Francesco I Sforza, Duca di Milano, sua moglie Bianca Maria Visconti e alcuni dei loro figli tra cui Ludovico il Moro. Accanto a loro avanzeranno le antiche famiglie nobili di Vigevano seguite dai popolani. Il Palio potrà iniziare dopo che il corteo avrà raggiunto il Castello. La Contrada che, al termine di tutte le prove, avrà ottenuto il maggior punteggio si aggiudicherà il tanto ambito Cencio dalle mani del Duca.

Vigevano è legatissima agli Sforza poiché sotto il loro governo raggiunse il suo periodo di massimo splendore, divenendo residenza ducale. In particolare fu Ludovico il Moro, figlio quartogenito di Francesco Sforza, che nacque a Vigevano il 27 luglio 1452 ad abbellire la città facendo ampliare il castello, costruendo la Torre e dando il via al progetto di Piazza Ducale che doveva risultare un grande spazio aperto, di forte impatto architettonico, destinato a precedere il suo palazzo. Il progetto della piazza fu probabilmente affidato a Leonardo da Vinci, al tempo alle dipendenze del Moro.

I cinefili la ricorderanno immortalata da Elio Petri nel film “Il maestro di Vigevano” del 1963 interpretato da Alberto Sordi.

vigevanoPersonalmente rimasi conquistata dalla sua bellezza anni fa, un giorno che mi trovavo a Vigevano per realizzare una candid camera. La location scelta dalla produzione per installare le telecamere nascoste era un negozio di calzature (Vigevano è da sempre nota nel mondo per la sua tradizione calzaturiera, tanto che in città è presente un museo dedicato alla storia e alla evoluzione della calzatura) che si trovava sotto i portici ad arcate, sorretti da colonne di granito, che incorniciano la piazza su tre lati. Il quarto lato di Piazza Ducale è chiuso, invece, dalla facciata concava del Duomo, dedicato al patrono Sant’Ambrogio. Il Duomo venne edificato per volere di Francesco II Sforza nel 1532.

A fianco della Cattedrale si trova il Museo del Tesoro del Duomo al cui interno sono custodite mirabili opere d’arte, dai manoscritti miniati agli arazzi fiamminghi sino ad un prezioso ornamentale usato a Monza nel 1805 per l’incoronazione a re d’Italia di Napoleone Bonaparte.

Piazza Ducale è dominata dalla Torre del Bramante, il famoso architetto a cui il Moro affidò la realizzazione della costruzione. La Torre rappresentava l’antico ingresso d’onore al Castello e ricorda, nella sua struttura, quella del Filarete del Castello Sforzesco di Milano. Non siate pigri e salite i cento gradini che vi condurranno sino sulla sua cima. Una volta raggiunta sarete ripagati della fatica con una panoramica completa sull’intera città.

vigevano-castelloEd eccoci al Castello edificato nel punto più alto della città per volere di Luchino Visconti, signore di Milano, nella prima metà del Trecento. Nato inizialmente come complesso fortificato di difesa (in questo senso è uno dei più grandi d’Europa tanto che potrebbe contenere due volte Buckingham Palace) fu definitivamente ripensato da Ludovico il Moro come residenza di prestigio per accogliere la corte ducale.

Il Castello e la città sono materialmente separati da tre lunghe scuderie, una delle quali è sede permanente del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina.

Presumo che dopo tanto camminare vi sentirete un po’ stanchi. Per rinfrancarvi niente di meglio, quindi, che sedersi a tavola per gustare le specialità locali accompagnate da un buon bicchiere di uno dei tanti ottimi vini dell’Oltrepò Pavese.

Potreste iniziare con un bel piatto di salumi e proseguire con un risotto o la crema d’asparagi. Se amate i sapori particolari vi consiglio le lumache o le rane, da gustare fritte o in guazzetto. Non terminate il pasto senza aver assaggiato un’abbondante porzione del “dolce del Moro”, la cui ricetta risale al tempo di Ludovico, o una fetta della torta “Viginuna”.

vigevano-biscottiCome souvenir da acquistare per, una volta a casa, ricordarvi di questa bella città vi consiglio una generosa scorta di biscotti Bramantini.

Per ulteriori delucidazioni: Ufficio informazione e accoglienza turistica di Vigevano Tel. 0381 690269

Buon Palio e alla prossima…

Raffaella Bragazzi

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