Da venerdì 29 luglio sino a fine mese a cena con i Bizantini a Crecchio. Di Raffaella Bragazzi

Recentemente ho cercato di proporvi nuove località in montagna e al lago dove poter trascorrere parte delle vostre vacanze estive. In quest’ultima settimana di luglio ho deciso di parlarvi di Crecchio che sorge su quelle dolci colline abruzzesi, famose per la coltivazione della vite e dell’ulivo, che si trovano quasi a metà strada tra il massiccio della Majella e l’Adriatico.

crecchioNonostante non sia conosciuto a livello internazionale questo bel paesino della provincia di Chieti può vantare un passato storico di tutto rispetto dato che è stato come vedremo, in varie epoche, il luogo dove si sono svolti importanti eventi che hanno contribuito ad influenzare la storia d’Italia. Fondato dai Frentani, un popolo italico di lingua osca, venne in seguito conquistato dai Romani per poi trovarsi coinvolto nella guerra che contrappose nella nostra penisola i Bizantini ai Longobardi. Una delle battaglie più cruente del conflitto fu quella sostenuta dai Bizantini per riconquistare Aternum (antico nome di Pescara).

Per celebrare la vittoria bizantina la Vassilissa, una donna patrizia di origine egizia al seguito delle truppe bizantine, volle che il Comes Vitaliano e il suo esercito celebrassero il proprio Trionfo nel suo accampamento di Crecchio. L’evento fu di tale importanza che ogni anno, a distanza di tanti secoli, a fine luglio viene rievocato (quella del 2016 sarà la XII edizione) dai crecchiesi con tre giorni di festeggiamenti.

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Se quindi il prossimo week end deciderete di recarvi a Crecchio potrete assistere ad un emozionante corteo storico (curato nei minimi particolari poiché i partecipanti indossano fedeli riproduzioni dei costumi bizantini) preceduto dal rullo dei tamburi e dalle grida di trionfo dei soldati e passeggiare per i vicoli del borgo che, all’imbrunire, si animano di figuranti che si calano nei panni di antichi artigiani, menestrelli e matrone. Avrete inoltre il piacere di assaporare, al chiarore delle fiaccole, pietanze che venivano preparate in età bizantina (servite agli angoli delle strade in piatti di terracotta) e di sorseggiare un vino particolare che racchiude in sé un sentore di miele, spezie e petali di rosa.

crecchio museoOltre a soddisfare il palato potrete anche compiere un percorso culturale poiché nei tre giorni di festeggiamenti avrete la possibilità di visitare anche il Castello Ducale al cui interno è ospitato il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale. Il castello, in cui secondo la leggenda (come in ogni maniero che si rispetti) sembra si aggiri un fantasma, domina il borgo imponendosi all’attenzione dell’osservatore grazie alle sue possenti quattro torri angolari. Anticamente usato come baluardo difensivo (nel tempo Crecchio divenne dominio anche dei Franchi e dei Normanni) venne poi trasformato a partire dal 1789 in residenza privata dalla nobile famiglia De Riseis che volle fattivamente sancirne la nuova destinazione d’uso, da roccaforte a luogo di pace, piantando un ulivo sulla sommità della vecchia torre di guardia.

Forse non tutti sanno che tra le mura di questo castello la notte del 9 settembre 1943 trovarono riparo, dopo aver abbandonato Roma, il re Vittorio Emanuele III e la Regina in attesa di imbarcarsi il giorno dopo dal porto di Ortona per raggiungere la salvezza a Brindisi. La seconda guerra mondiale viene ricordata, da queste parti, non solo per questo significativo episodio ma perché dall’inverno del 1943 sino all’estate del 1944 Crecchio e il suo castello vennero bombardati più volte poiché il borgo era venuto a trovarsi sulla linea Gustav, la linea fortificata che praticamente tagliava in due l’Italia messa in essere dai tedeschi per ritardare l’avanzata delle truppe anglo-americane che, dopo essere sbarcate in Sicilia, stavano risalendo la penisola. A partire dal 1970 iniziò, a cura della soprintendenza dell’Aquila, un’opera di restauro del castello che quindi, oggi, è visitabile.

Dalla sommità della torre più alta si può godere di un panorama che lascia senza fiato poiché lo sguardo può spaziare dalle colline alle campagne sottostanti sino a perdersi, in lontananza, nella distesa argentea del Mar Adriatico.

Il castello ospita al suo interno il Museo dell’Abruzzo Bizantino ed Altomedievale nelle cui sale è possibile ammirare numerosi reperti archeologici risalenti all’epoca ostrogota e longobarda (anfore e oggetti in ceramica, armi e armature realizzate in rame e bronzo) nonché una collezione di manufatti di origine etrusca.

Questo angolo d’Abruzzo riserva al turista un’altra piacevole sorpresa, il cosiddetto Parco dei Mulini. Al di sotto del colle di Crecchio, infatti, si trova un’area di particolare interesse naturalistico su cui sono dislocati dei mulini ad acqua, costruiti nel corso del Medioevo, che sul finire del secolo scorso sono stati riportati a nuova vita dal Comune e che oggi sono parte integrante di una location polifunzionale che ospita numerosi ristorantini oltre ad eventi culturali.

crecchio3Prima di ripartire non può mancare l’acquisto almeno di un souvenir che, una volta a casa, vi ricordi la vostra gita in questo borgo così suggestivo. Come di consueto vi esorto ad indirizzare la vostra scelta verso i prodotti tipici del luogo e quindi fate un bel rifornimento di bottiglie di olio extravergine d’oliva, peperoncini piccanti e formaggi.

Se volete saperne di più sulla manifestazione A cena con i Bizantini potete contattare il numero 0872941661.

Buona cena e buon soggiorno in collina!

Raffaella Bragazzi

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