Da Dante a Donizetti: Pia De’ Tolomei al Teatro Verdi di Pisa

PISA – Dopo le prove aperte alla città e la promozionale per scuole, sociale e operatori turistici di giovedì pomeriggio, sabato 14 ottobre alle 20.30 e domenica 15 alle ore 15.30, al Teatro Verdi, per la prima volta, è di scena uno dei capolavori di Gaetano Donizetti meno frequentati:  Pia de’ Tolomei, nel nuovo allestimento del Teatro di Pisa coprodotto con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Goldoni di Livorno, in collaborazione con Spoleto Festival USA. 

Composta da Donizetti su libretto di Salvatore Cammarano per il Teatro La Fenice di Venezia (ma per la distruzione di quel teatro a causa di un incendio, debuttò il 18 febbraio 1837 all’allora Teatro Apollo) l’opera venne poi rivoluzionata dallo stesso compositore per il Teatro di Senigallia (estate 1837) e di nuovo rielaborata per il San Carlo di Napoli (1838). A Pisa, come già a Venezia nella Stagione 2004/05,  Pia de’ Tolomei è allestita nell’edizione critica di Giorgio Pagannone, basata sulla versione veneziana con il finale primo di Senigallia, e proprio il prof. Pagannone sarà tra i relatori della presentazione-aperitivo introdotta e coordinata dal direttore artistico Stefano Vizioli, in programma nel Foyer del Teatro venerdì alle ore 18.
Dirige Christopher Franklin, giovane Maestro di vaglia, vincitore – fra gli altri premi – del prestigioso “Franco Ferrara” presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, e di casa nei maggiori teatri lirici italiani e stranieri; la regia è di Andrea Cigni, anch’egli di solida carriera (fra i suoi impegni più recenti, l’inaugurazione della stagione di Catania con La Straniera di Bellini,  mentre la prossima primavera sarà alla Minnesota Opera House per Thaïs di Massenet), che torna al Verdi dopo molti anni (suoi i successi di Paride ed Elena di Gluck e del Roméo et Juliette di Gounod). Scene di Dario Gessati, costumi di Tommaso Lagattolla, luci di Fiammetta Baldiserri.
Nel cast – che vede molti artisti ‘nati’ nelle varie edizioni passate del progetto Opera Studio –Valdis Jansons (il 14) e Mauro Bonfanti (il 15) si alternano nel ruolo di Nello della Pietra, Francesca Tiburzi e Sonia Ciani in quello di sua moglie Pia; Marina Comparato e Kamelia Kader interpretano il ruolo di Rodrigo; Giulio Pelligra è Ghino; Andrea Comelli l’eremita Piero; Silvia Regazzo è Bice, la damigella di Pisa; completano il cast Claudio Mannino (Lamberto, antico familiare de’ Tolomei), Christian Collia (Ubaldo, familiare di Nello), Nicola Vocaturo (il custode della Torre di Siena).
Coro Ars Lyrica, Maestro del Coro Marco Bargagna.
Pia de’ Tolomei si basa sul personaggio della nobildonna soave e pudica di cui scrive Dante nel canto V del Purgatorio.
È storia di gelosia, morte e perdono, dove il contrasto tra la protagonista e i personaggi maschili principali si svolge all’interno di una giustapposizione più ampia e simbolica: affetti soavi e teneri per lei, violenza passionale e malvagità per gli altri. L’intera opera, del resto, vive di limpide simmetrie all’interno di una solida struttura drammaturgica, che conferisce forti significati espressivi alle forme musicali convenzionali.
«La vicenda si svolge nel XIII secolo dopo Cristo – annota Andrea Cigni – ma non è una storia necessariamente ‘rappresentabile’ solo in quell’epoca. È un racconto che probabilmente vive di un’universalità tematica che ha attraversato i secoli, quella della moglie creduta fedifraga, uccisa dal marito ingiustamente. Il tutto si volge in Toscana, in quella terra di Siena ben presente nell’immaginario collettivo tra colline e città turrite e ricche di arte». Ecco così che la vicenda viene spostata tra gli anni ‘30 e ‘40 del Novecento, prima della 2^ Guerra Mondiale, in una Toscana descritta attraverso alcuni elementi scenici e con riferimenti alla cinematografia novecentesca. «Nella mia visione – spiega ancora Cigni – Pia è una donna dolce, amante dell’arte, amante della propria terra, innamorata del marito e sensibile ai doveri coniugali che rispetta in virtù di un sentimento puro. Vive proteggendo, nel corso di un’imminente possibile guerra che sta prospettandosi, alcuni capolavori dell’arte (specialmente toscana) di varie epoche, tele ed oggetti, che rappresentano proprio la sua amata terra».
Un racconto, quindi, fatto d’interni e di esterni, di luoghi nei quali s’intrecciano vicende private e vicende politiche (seppur marginali) e scontri affettivi, di rifiuti e di gelosie di grande forza. Un’opera da non perdere, che ha, come conclude nel suo saggio per il programma di sala Giorgio Pagannone, «una melanconia “che tocca il cuore”. In quest’opera – egli spiega – arriviamo a commiserare tutti i personaggi – Pia in primis, per il suo atroce e insensato sacrificio – perché tutti restano vittime del caso; o meglio, il caso ne mette a nudo tutte le fragilità, una volta innescato il meccanismo micidiale della gelosia. È come se, contemplandoli dall’alto, li vedessimo soli e chiusi nelle loro pene, ma non senza un brivido di umana partecipazione, grazie alla felicissima vena melodica di Donizetti».
Biglietti in vendita al Botteghino del Teatro Verdi (sportello e telefonica), online e nel circuito Vivaticket.
Per maggiori informazioni tel 050 941 111 www.teatrodipisa.pi.it