Container, l’installazione artistica a Lari visitabile fino al 5 settembre

lariLARI – Due container, volutamente brutti, piazzati uno in fila all’altro nel cuore del centro storico di un borgo medievale. Chiunque entri a Lari non può far altro che percepire la sgradevole sensazione di disarmonia generata dal contrasto tra le linee rette dei due parallelepipedi d’acciaio e quelle curve delle mura rosse del castello. Una disarmonia che produce inquietudine. Ed è proprio questo l’effetto che Cesare Inzerillo, autore dell’installazione artistica Container, voleva indurre nell’osservatore.

containerMa i due container non si guardano solo da fuori, si visitano. All’interno del primo ambiente dodici monitor rimandano le risposte di altrettanti personaggi del cinema e dello spettacolo a cinque sollecitazioni (L’urgenza, Il bisogno, Il sogno di bambino, Oggi, Lo stato dell’arte) proposte da Loris Seghizzi, il direttore artistico del festival teatrale Collinarea che dal 23 al 30 luglio 2016 ha animato il paese e organizzato la presentazione dell’installazione di Inzerillo. Le risposte girano in loop, sovrapponendosi tra loro e diventando incomprensibili. L’intelligenza, dunque, parla senza essere compresa. Ogni personaggio nel monitor dice cose sensate, ma nessuno riesce a decifrarle, e senza capire niente, il visitatore avverte una sensazione di sconforto, perché tutta la bellezza del loro pensiero non ci può arrivare. La drammaticità del mondo, incomprensibile: è questo il senso dell’opera realizzata da Cesare Inzerillo e arrivata a Lari per il Collinarea Festival.

collinareaProcedendo dentro il tunnel si entra in un altro ambiente che offre in sottofondo i rumori del porto, luogo primo di provenienza dei container. Nell’oscurità totale spicca soltanto la piccola scultura di Inzerillo ironicamente intitolata Il padrino parte in quarta: due personaggi-zombi dall’aspetto mummificato, uno crivellato di colpi e in pericolo di vita, l’altro che cerca di salvare il compare trasportandolo via dentro ad una carriola arrugginita quanto loro. L’immagine, non a caso utilizzata per rappresentare il Collinarea Festival 2016, comunica all’osservatore un’urgenza fondamentale: la drammatica necessità che l’arte recuperi la sua salvifica funzione di attivatrice delle coscienze in un mondo sottomesso all’economia.

container_1Il container si trasforma quindi in un tentativo di risposta, che diventa risposta obbligata, all’urgenza di un luogo metaforico-fisico, un porto franco dove l’arte si possa esprimere senza le costrizioni di una società che la imprigiona. Quasi al pari di un migrante, di un profugo dell’anima, l’artista è obbligato a ricrearsi un personale contenitore mobile della propria espressività.

Visto il successo riscosso e le richieste dei tanti turisti curiosi presenti a Lari in questi giorni, l’installazione rimarrà aperta fino al 5 settembre prossimo, dalle 17,00 alle 20,00.

CONTAINER è un progetto di Cesare Inzerillo realizzato con la collaborazione di Loris Seghizzi, Yari Andrea Mazza, Gabriele Benucci, Nico Lopez Bruchi, Cecilia Bernasconi, Michele Fiaschi e Andrea Casini. Sostenuto da Collinarea Festival / Scenica Frammenti, Comune di Casciana Terme Lari, Giannoni&Santoni, Abate s.r.l.