Come e perché la geotermia ha trasformato l’Islanda negli ultimi 60 anni

Fonte:Greenreport.it Ad oggi, a livello globale, sono 25 i paesi in grado di produrre energia elettrica da geotermia, numero «destinato ad aumentare» secondo quanto emerso nel corso della prima conferenza di alto livello dell’Alleanza Globale per la Geotermia (Global Geothermal Alliance), a fronte di un potenziale che va ben oltre il mero recinto della produzione elettrica. Un’energia rinnovabile – unica per caratteristiche di continuità e stabilità – in grado di avviare una spirale virtuosa di sviluppo sul territorio.

Durante la conferenza svoltasi a Palazzo Vecchio, a darne una testimonianza diretta è stato chiamato Ólafur Grímsson, oggi presidente dell’ONG Arctic Circle e presidente dell’Islanda per vent’anni, dal 1996 al 2016. «Vengo da un Paese che per secoli è stato tra i più poveri d’Europa – ha esordito Grímsson – ma che negli ultimi 60 anni è stato in grado di portare avanti un processo di sviluppo per la prosperità economica e il benessere sociale. Una trasformazione straordinaria vissuta in pieno dalla mia generazione, cresciuta in un Paese dipendente all’80% dalle importazioni di carbone e petrolio; negli ultimi decenni ci siamo dedicati invece esclusivamente allo sviluppo delle energie pulite», in primis la geotermia.

Ma il cuore di questa rivoluzione che Grímsson ha voluto mettere in evidenza va al di là della sola produzione di energia, sottolineando come la geotermia sia in grado – in un modo unico rispetto alle altre fonti rinnovabili – di diversificare l’attività economica nei territori che puntano sul suo sviluppo.

«Il settore geotermico è diverso dagli altri settori energetici – ha dettagliato l’ex presidente islandese – perché consente una grande diversificazione, importante per aumentare il benessere sociale di una nazione. Vi invito a visitare il mio Paese, in pochi giorni potrete rendervi conto delle attività economiche rese possibili dalla geotermia: oggi convogliamo l’energia geotermica nelle città tramite reti molto estese di teleriscaldamento; coltiviamo in serre prodotti agricoli prima al di fuori della nostra portata e abbiamo promosso lo sviluppo di importanti attività turistiche. Ogni anno 1 milione di visitatori arriva alla Laguna Blu, pagando un biglietto da 40€ per fare il bagno nell’acqua calda derivante da un impianto geotermico».

Produzione di energia elettrica pulita, teleriscaldamento, agricoltura di qualità e turismo. È bene notare come si tratti dello stesso percorso intrapreso da anni nei territori geotermici della Regione Toscana, grazie all’impegno delle amministrazioni locali, delle aziende (ormai celebre il caso di quella affiliate alla CCER, la Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili) e del CoSviG (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche) stesso, raggiungendo standard ambientali ben superiori a quelli presenti nella stessa Islanda.

Un caso, quello islandese, in cui, come ha tenuto a sottolineare Grímsson, la geotermia giunge a vitalizzare settori impensabili. «Sapete perché – ha stuzzicato la curiosità degli astanti – la nazionale di calcio islandese è riuscita a sconfiggere quella inglese l’anno scorso, agli ottavi di finale Euro 2016? Anche grazie agli impianti sportivi riscaldati dall’energia geotermica, senza i quali i nostri ragazzi non potrebbero allenarsi per giocare a calcio durante tutti i mesi dell’anno».

«In Islanda chi è responsabile dello sviluppo economico – ha concluso l’ex presidente – si rende conto che la geotermia rende possibile diversificare la propria economia offrendo importanti occasioni imprenditoriali per le nuove generazioni; inoltre l’energia geotermica ha caratteristiche di continuità uniche, offrendo una stabilità nella fornitura di energia che nessun’altra fonte rinnovabile può dare in modo economicamente vantaggioso. Non abbiamo trasformato l’Islanda solo per ottemperare agli obiettivi sul clima, l’abbiamo cambiata perché la geotermia era ed è il pilastro del nostro successo economico. Ed è per questo che oggi non vorrei solo celebrare la Global Geothermal Alliance, vorrei invitare tutti a guardare al mio Paese come fonte d’ispirazione».