Che Guevara scrittore, poeta e saggista


urlChe Guevara
non fu solo un guerrigliero, ma poeta e autore di saggi letterari e storici. Il libro più famoso è La guerra in guerriglia, in cui spiega come un piccolo gruppo (foco) di guerriglieri, può “essere in grado di stimolare fra la popolazione sentimenti rivoluzionari, grazie ai quali non sarebbe stato necessario costituire dei movimenti molto forti e portare avanti la lotta rivoluzionaria con fasi regolari prima di lanciare l’insurrezione armata finale”.

urlIl Che era convinto che il consenso popolare fosse indispensabile per la rivoluzione e che senza di esso non fosse possibile portare avanti alcun movimento rivoluzionario. Il libro più noto è “Un diario per un viaggio in motocicletta”, scritto con il compagno Alberto Granado, che racconta il suo primo viaggio panamericano alla scoperta del Cile, della Bolivia e del Perù. Il libro descrive anche il dramma della lebbra e dei lazzaretti in sud America. Un altro libro molto noto è “Il Diario del Che in Bolivia”, una raccolta di annotazioni sulla missione in cui trovò la morte, pubblicato da Feltrinelli con la prefazione di Fidel Castro. Un’altra opera del Che sono gli “Scritti, discorsi e diari di guerriglia” (Einaudi, 1968). Come poeta Che Guevara poeta si ispira a Rubén Darío e a Pablo Neruda.

Le poesie fortemente intrise di passione civile e rivoluzionaria, imagespubblicate dalla Newton & Compton sono state scritte in Guatemala e in Messico prima del 1956, al tempo dello sbarco sulle coste cubane La poesia del Che è una poesia ribelle. Nei suoi versi si ricordano le battaglie della Rivoluzione. Commenta Giordano Lupi:quel che il Che canta e quel che il Che fa sono la stessa identica cosa, tanto per non smentire il carattere concreto e pragmatico di un grande condottiero che aveva il pregio di fare e dire soltanto le cose in cui credeva”. Ed è vero “in questo periodo storico così povero di idee e di miti in cui credere è importante che un giovane possa accostarsi alla lettura di queste poesie scritte dal più grande tra i combattenti libertari”.

Di Daniele Ceccarini