C’era una volta l’Urss. Dal 19 al 30 dicembre a Roma la Grande pittura figurativa d’oltrecortina

ROMA – Non solo austerità eroica. A partire dagli anni ’50 si fa strada in Russia, all’interno del movimento artistico socialista (1934-1992), anche l’attenzione a una umanità tutta nuova, c’è chi guarda al “risveglio della vita interiore” e fiorisce la pittura di paesaggio tanto da dare vita ad un vero e proprio “Impressionismo sovietico”. A raccontarlo è “C’era una volta l’Urss, grande pittura figurativa d’oltrecortina” una piccola mostra che resterà aperta dal 19 al 30 dicembre a Roma, nella sede di Azimut (via Flaminia 133). Curata da Giovanni Argan, giovanissimo pronipote del grande storico dell’arte ed ex sindaco di Roma, Giulio Carlo Argan, la rassegna è un viaggio alla riscoperta dell’universo d’oltrecortina.

Obiettivo, far conoscere al pubblico italiano uno straordinario periodo artistico, che ridiede centralità all’uomo, al lavoro e alla vita collettiva. “Oggi che l’avventura dell’Unione Sovietica si è oramai conclusa, è giunto il momento di guardare quest’arte figurativa, con uno sguardo nuovo, curioso e libero da sterili preconcetti ideologici”, sottolinea il curatore.

In mostra ci sono opere realizzate tra gli anni ’20 e gli anni ’80 scelte per ripercorrere le grandi linee dell’evoluzione del movimento artistico socialista, fino a sottolinearne l’influenza sull’arte contemporanea. Scene di lavoro in fabbrica e nel kolchoz, momenti di vita intima e quotidiana, vedute cittadine e industriali che aprono scorci inediti su un mondo ormai dissolto.

Si può visitare dal lunedì al venerdì. L’ingresso è libero, visite guidate gratuite.

fonte: Ansa