Centrale Enel, EveryOne: “Fermatela. Genova è già nel mirino Ue per l’eccessivo inquinamento”

EveryOne Group ha inviato un appello chiedendo alla Commissione europea di intervenire per evitare che la città oltrepessi ancora le soglie dell’inquinamento, già denunciate dalle stesse istituzioni dell’Ue. “Genova è una città gravemente inquinata, tanto che l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione,” spiega Roberto Malini, co-presidente dell’organizzazione internazionale per i diritti umani e membro dei Cittadini contro il Carbone, “e la Commissione europea ha annunciato provvedimenti nei confronti del governo italiano proprio per il macroscopico superamento dei limiti annuali di biossido di azoto nel capoluogo ligure“. Dopo la presa di posizione ufficiale dell’Ue, il Comune ha annunciato più volte di voler eliminare le fonti di sostanze tossiche.

Nella realtà, però,” prosegue Malini, “si procede all’inverso e se leggiamo le previsioni degli esperti, con la riapertura della centrale Enel la città supererà le soglie di inquinamento di Pechino o Lagos, con enormi danni per l’ambiente e la salute dei genovesi. Il particolato primario e secondario che verrà esalato dalla centrale, infatti, è causa di tumori e gravi patologie respiratorie e cardiache. Ricordiamo che la Cina si è appena sbarazzata di 85 centrali a carbone, ritenendole causa di migliaia di decessi. L’unione europea sta seguendo una politica simile, per evitare le ventiduemila morti annue causate da questi impianti. Genova è oggi l’esempio più evidente e assurdo di una tendenza opposta: una politica irresponsabile, perché non ottiene benefici economici (l’impianto infatti è caratterizzato da una tecnologia assai meno flessibile dei cicli combinati) e, cosa assai più grave, mette interessi non chiari al di sopra salute pubblica e di un ambiente già sofferente”.

“E’ fondamentale che la città dica no e si unisca alle azioni a difesa della vita e della salute di Genova, per evitare che l’area metropolitana e il delicato sistema biolgico vengano ulteriormente avvelenati. La società civile, attraverso esposti, appelli e azioni a difesa della salute e dell’ambiente chiede al Ministero per lo sviluppo energetico di non caratterizzare più la centrale genovese come “strategica”, ma di chiuderla definitivamente e convertirla ad uso non industriale”.