Calcio, carogne, gattopardi di Stefano Santachiara. Il controllo sociale.

Il business dei contestati Mondiali in Brasile ingrassa la Fifa e i brand player, i manager e i procuratori, le tv e i grandi marchi per miliardi di tifosi-consumatori. Le inchieste sul calcio fanno emergere illegalità di ogni genere, dalle partite truccate per le scommesse clandestine e presunte tangenti per l’assegnazione di Qatar 2022. In un’Italia in crisi permanente, schiava dell’austerity europea e della grande finanza, lo Stato permette ai club di spalmare i debiti col fisco e spende 45 milioni di euro a stagione per garantire gli stadi da ultras violenti e tollerati, ricettacolo dell’estrema destra e infiltrati a servizio delle mafie. In alcuni momenti storici gli eventi calcistici sono stati adoperati per legittimare feroci dittature e, in democrazia, come arma di distrazione di massa per distogliere tempo ed energie alle rivendicazioni sociali. Nel Bel paese gli operai tifano da sempre la Juventus dei padroni della Fiat, il Napoli di Maradona fece dimenticare le ruberie del dopo terremoto in Irpinia e l’espansione della camorra, Silvio Berlusconi vinse tre scudetti col Milan prima di scendere in politica e fermare i Progressisti di Occhetto, una sinistra che ancora non era stata rieducata all’atlantismo e al liberismo. Gli stessi poteri forti che si schierarono con Berlusconi, oggi sostengono Matteo Renzi contro i sindacati e il sistema pubblico. Durante la scalata al Pd di Bersani e al governo, Renzi ha potuto beneficiare dell’immagine e della popolarità di un amico particolare: l’allenatore della Nazionale. Ma se Cesare Prandelli si è dimesso dopo la bruciante eliminazione ai Mondiali, il premier e segretario democratico resta saldo al timone sulle ali di un’ampia maggioranza parlamentare ed elettorale, silenziosa e post democristiana. Sarà un nuovo ventennio di calcio, carogne e gattopardi?

Calcio, carogne, gattopardi è un’edizione Youcanprint Self-Publishing.

stefano santachiaraL’autore, Stefano Santachiara, è un giornalista d’inchiesta. Nel 1996 inizia a raccontare la realtà emiliana per la Gazzetta di Modena e la Gazzetta di Reggio, poi diventa redattore di Modena Radio City. Dal settembre 2007 si occupa di cronaca giudiziaria per il quotidiano L’Informazione, due anni dopo come corrispondente de Il Fatto Quotidiano, dalle cui colonne scrive di corruzione, devastazione del territorio, penetrazione delle mafie e poteri occulti, finanziari e istituzionali. Nell’ambito di un’inchiesta penale su abusi edilizi e incendi dolosi svela il primo caso accertato di rapporti tra ‘ndrangheta e Pd di governo al nord. La partecipazione alla puntata di Report dedicata al “Sacco di Serramazzoni” gli costa una causa civile milionaria definita intimidatoria da Ossigeno, Fnsi e Ordine dei giornalisti. Dopo la chiusura de L’Informazione lavora con Ferruccio Pinotti alla realizzazione de “I panni sporchi della sinistra. I segreti di Napolitano e gli affari del Pd“, libro-inchiesta sulle ragioni dell’involuzione antropologica del partito che fu di Enrico Berlinguer. Il saggio, pubblicato da Chiarelettere nel novembre del 2013, è giunto alla quarta ristampa.

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