Cala il sipario sul progetto ‘Open beach’ dell’associazione Marevivo

Cala il sipario sul progetto Open Beach di Marevivo. Nel centro di educazione ambientale di Siculiana Marina, che è stato uno dei beni oggetto dell’azione di valorizzazione portata avanti con il progetto, si sono incontrati i giovani protagonisti del progetto e i rappresentanti delle istituzioni locali, la Capitaneria di porto di Porto Empedocle, le guide della riserva di Torre Salsa, i rappresentanti dell’associazione ambientalista Wwf, un’insegnante e 20 studenti del liceo scientifico “Fermi” di Menfi che a giorni inizieranno con Marevivo il percorso di alternanza scuola-lavoro per acquisire sul campo le competenze di educatore e guida ambientale. I lavori sono stati aperti dal presidente di Marevivo Sicilia, Fabio Galluzzo e da Federico Di Penta in rappresentanza della sede nazionale dell’associazione.Il centro di educazione ambientale di Siculiana è situato in un immobile confiscato alla mafia ed affidato alla gestione delle associazioni Marevivo, Legambiente e Wwf. Grazie alle risorse finanziarie conseguite attraverso il progetto in questi due anni si è animato con mille attività culturali portate avanti dai giovani protagonisti del progetto, 12 giovani educatori, residenti tra i comuni di Siculiana, Montallegro, Sciacca e San Biagio Platani, che dopo aver seguito un corso di formazione e ottenuta una borsa di studio, hanno restituito una chance al loro futuro e al territorio dove sono nati. Il progetto aveva come destinatari giovani d’età compresa tra 14 e 35 anni, divenuti poi giovani soci ed operatori di Marevivo. Sono stati proprio questi giovani a promuovere le iniziative progettuali intese a far conoscere e rendere fruibili i tre beni demaniali e il territorio in cui si trovavano. Nelle passate stagioni hanno  realizzato  un fitto programma di eventi con l’organizzazione di laboratori scientifici e didattici, seminari e rassegne artistiche, nuovi  itinerari naturalistici,  visite guidate,  turismo esperienziale e  sportivo, campi estivi e tante altre attività culturali finalizzate ad aumentare la conoscenza di beni e la necessità di tutela degli stessi, favorendo in modo collaterale l’incremento dello sviluppo economico del territorio e creando nuove possibilità occupazionali per molti giovani disoccupati.