Busseto e il Gran Carnevale storico della risata, di Raffaella Bragazzi

Busseto soddisfa chi ama l’arte, la cultura, il buon cibo e chi è, al tempo stesso, alla ricerca di un luogo dove poter festeggiare il prossimo carnevale. Questa cittadina della Bassa parmense che amo moltissimo si trova, come dice il poeta Cesare Tessoni, “In quella parte d’Emilia dove aleggia la musica di Verdi, dove ancora qualche tabarro vedi andare nella nebbia; dov’è tanta poesia lungo i silenti filari di pioppi fiancheggianti il Po”. Dove, aggiungo io, si può entrare in contatto con il “piccolo mondo di un mondo piccolo” che ispirò a Giovannino Guareschi i personaggi di Don Camillo e Peppone e si può soddisfare il palato con un bel piatto di Culatello di Zibello particolarmente apprezzato, per la delizia del suo sapore, anche da un bon vivant come Gabriele D’Annunzio al punto da fargli affermare “Io sono un cupidissimo amatore del parmense culatello”.

peppone e don camillo

Busseto, antica capitale dello Stato Pallavicino, legata indissolubilmente al nome di Giuseppe Verdi e per questo motivo conosciuta in tutto il mondo.

Circa 16 anni fa fui incaricata, da un magazine on line di Milano, di realizzare un servizio giornalistico sui luoghi verdiani e rimasi colpita dall’atmosfera quasi magica che, complice la nebbia ottobrina, questa cittadina riusciva a trasmettere.

La storia di Busseto prende corpo in epoca medievale, quando su queste terre governavano i Marchesi Pallavicino, una delle più antiche casate europee da sempre schierate al fianco dell’imperatore

Il capostipite della famiglia Adalberto Pallavicino nel 1026 ricevette l’investitura da Corrado II, iniziatore della dinastia Salica, del governo di un vasto Contado detto dell’Aucia che comprendeva i territori di Cremona, di Piacenza e di Parma

Il Contado nel corso degli anni assunse lo status di Marca. La capitale del nuovo Stato fu stabilita a Busseto. Nel corso della loro signoria, che durò per circa 500 anni, il borgo che era stato ampliato e in cui i marchesi avevano eretto un castello venne proclamato città dall’imperatore Carlo V, in riconoscenza alla fedeltà dimostrata dai Pallavicino alla casata d’Asburgo

Nel 1585, però, il governatore di Parma in nome del duca Ottavio Farnese prese possesso dello Stato Pallavicino. Alessandro Farnese, pochi anni dopo, lo ingloberà nel Ducato di Parma e Piacenza.

La nostra visita non può che iniziare una manciata di Km prima di Busseto a Roncole Verdi dove Giuseppe Verdi nacque la sera del 10 ottobre 1813 e Giovannino Guareschi trascorse parte della sua vita.

A Roncole, in via della Processione, si trova la casa natale di Verdi. Quasi di fronte all’ingresso dell’abitazione nel 1913, in occasione del centenario della nascita, vi è stato collocato un busto in bronzo raffigurante il grande compositore. La casa è stata conservata così come appariva nel 1813, quando il padre vi gestiva un negozio di generi alimentari frequentato per lo più dai contadini della zona. Appena al di là della strada, in Piazza Guareschi, si staglia la Chiesa di S. Michele Arcangelo. Qui il Maestro venne battezzato e, poco più che neonato, trovò rifugio con la madre nel campanile per sfuggire alle truppe russe e austriache che, a seguito della sconfitta di Napoleone Bonaparte, stavano appropriandosi delle terre sino ad allora dominio dei Francesi. Fu sempre in questa chiesa che, ancora bambino, iniziò a prendere confidenza con l’organo della Parrocchiale, il primo vero strumento musicale che gli fu consentito suonare.

giuseppe verdi

Nel piccolo cimitero di Roncole, accanto alla chiesa, in Via Toscanini è sepolto Giovannino Guareschi. L’abitazione del grande giornalista e scrittore si trova, invece, di fianco alla casa natale di Verdi. Nel 1957, nei locali sottostanti, Guareschi vi aprì un caffè al quale aggiunse, otto anni dopo un’osteria che rimarrà aperta, grazie a suo figlio, per oltre trent’anni. Da molto tempo ormai nei locali del ristorante ha trovato posto una Mostra antologica permanente «Tutto il mondo di Guareschi» che chi ha amato le opere scritte dal papà di Don Camillo e Peppone deve assolutamente visitare. Oltre alla mostra che documenta la sua vita e le sue opere, l’ex osteria ospita anche l’Archivio dello scrittore notificato, per la sua importanza, dal Ministero dei Beni Culturali e la sede del «Club dei Ventitré», un‘associazione culturale che deve il suo nome al fatto che erano ventitré i lettori a cui Guareschi (ironicamente) si rivolgeva nei suoi libri: “giusto un paio meno dei “Venticinque lettori” di Manzoni!”

Lasciamo Roncole e, percorsi sei chilometri, eccoci a Busseto dove tutto parla di Verdi. Dalla piazza principale, che gli è stata intitolata, al teatro che porta il suo nome che si trova all’interno della Rocca, un tempo residenza dei Pallavicino. Di fronte alla Rocca, che ha conservato il torrione principale e nel cui cortile è murata l’aquila imperiale dei marchesi, si erge il monumento in bronzo che raffigura il Maestro seduto su uno scranno. Incorniciano la piazza la quattrocentesca Collegiata di San Bartolomeo e Palazzo Barezzi sulla cui facciata spicca una targa, in marmo e bronzo, che ricorda il suocero e primo mecenate di Verdi.

Incamminiamoci ora lungo i portici di Via Roma, il “cuore pulsante” di Busseto. E’ qui che si trova un altro dei luoghi verdiani per eccellenza, Palazzo Orlandi che dal 2013, anno del  Bicentenario della nascita del compositore, è diventato di proprietà della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori di cui Verdi fu tra i fondatori) ed è stato uno dei set dello sceneggiato realizzato dalla Rai negli anni ’80 sulla vita del grande musicista. Verdi aveva acquistato il Palazzo nel 1845 e, per circa due anni, vi convisse con la cantante lirica Giuseppina Strepponi prima di sposarla in seconde nozze. Ciò suscitò una ridda tale di pettegolezzi tra i benpensanti bussetani (arrivarono a definire il palazzo la “casa dello scandalo”) che il Maestro decise di farsi costruire una villa a Sant’Agata di Villanova d’Arda, in provincia di Piacenza, piccolo paese che dista solo 3 chilometri da Busseto. Villa in cui compose opere indimenticabili (solo per citarne alcune) come il Trovatore, la Traviata, l’Aida, il Falstaff e in cui è custodito anche il letto proveniente dal “Grand Hotel et de Milan” in cui Verdi morì il 27 gennaio 1901

Sempre in Via Roma si trova un negozio molto particolare che può essere definito un Museo-Bottega, infatti il cliente oltre ad acquistarvi ogni tipo di leccornie può ammirare molti cimeli verdiani come, ad esempio, lo spartito originale della Traviata.

Via Roma è anche una delle vie in cui si svolge il Gran Carnevale storico della risata di Busseto che quest’anno avrà inizio domenica 31 gennaio per proseguire poi nelle prime tre domeniche di febbraio. E’ il carnevale più musicale d’Italia: infatti, oltre che dagli enormi carri allegorici, le vie del centro storico vengono invase dalla musica, quella che accompagna le esibizioni dei clown, dei giocolieri, degli spettacoli improvvisati e naturalmente quella dei tanti gruppi musicali che ogni anno partecipano a questa manifestazione curata dall’Associazione “Amici della cartapesta”

busseto 2016

La nostra visita a Busseto non può dirsi conclusa se prima non ci si siede a tavola per assaporare almeno una delle tante prelibatezze della zona: dal  Culatello di Zibello allo Strolghino (che è un salame delizioso), dalla torta fritta ideale per accompagnare i salumi ma anche il gorgonzola ad un piatto di cappelletti per concludere con la torronata, una torta di pasta frolla con ripieno di torrone, mandorle, caramelle di menta, cedro e amaretti, impastati con zabaione.

Prima di ripartire non dimenticate di acquistare la tipica Spongata di Busseto che è una torta piatta e rotonda dal sapore speziato. Una volta a casa potrete assaggiarne una fetta magari “Libando (facendo un brindisi) ne’ lieti calici” con del buon Lambrusco

Per maggiori informazioni: Casa Museo Guareschi tel. 0524 92 495

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica di Busseto tel. 0524 92 487

Raffaella Bragazzi

bragazzi