BOLOGNA 16 DICEMBRE: UNA GIORNATA NO TAV

Fonte: La bottega del barbieri. VENERDI 16 DICEMBRE dalle h.18.00, in via Paolo Fabbri 110 Bologna
VAG 61 e Associazione Bianca Guidetti Serra presentano:

I Banditi dell’Alta Felicità’. Anteprima della mostra fotografica di Davide e Rinaldo Capra.

“Questa mostra è nata dall’idea di dare una visione diversa da quella che è la ridondante immagine di lotta in Val di Susa.
Il concetto basilare è quello che dietro ogni lotta ci sono delle persone con le loro peculiarità personali.
Queste persone vengono raccontate con alle spalle un fondo bianco, per isolare i soggetti da tutti i contesti, a tu per tu con il loro viso, con il presupposto fondamentale di un atto di consapevolezza.
Oggi siamo inondati di fotografie, quotidianamente, a milioni e milioni attraverso la rete, WhatsApp, Instagram eccetera, ma non c’è mai quell’atto consapevole e cosciente del gesto che si va a fare.
Un fotografo sociale americano dei primi del ‘900, Edward Steichen, aveva scritto una cosa bellissma: sosteneva che la missione della fotografia fosse spiegare l’uomo all’uomo, in modo che poi ogni uomo capisse se stesso. E questo è stato un po’ il motore di questo progetto.” (Rinaldo Capra)

Ascolta l’intervista all’autore a Radio Città Fujiko:

http://www.radiocittafujiko.it/news/alta-felicita-val-di-susa-mostra-no-tav

‘Cattivi e primitivi. Il movimento No Tav tra discorso pubblico, controllo e pratiche di sottrazione’ . Presentazione del libro di Alessandro Senaldi.

“Attraverso l’uso del metodo etnografico – prendendo le mosse dal punto di vista del movimento No Tav e dalle voci da cui è composto – in questo lavoro ho cercato di analizzare sia le strategie messe in campo dalla compagine istituzionale per gestire le questioni legate al treno ad alta velocità ed al forte movimento di opposizione che si è sviluppato intorno alla realizzazione dell’opera; sia di evidenziare quali siano state le strategie di resistenza che il movimento ha opposto all’azione della propria controparte.
La parte centrale di questo lavoro è rappresentata da interviste non strutturate.
Più precisamente ho raccolto delle “interviste in profondità” che cercavano di indagare la ricostruzione che gli attivisti danno dei dispositivi di controllo, le dimensioni motivazionali e i mutamenti biografici e relazionali delle persone che partecipano alla lotta.” (Alessandro Senaldi)

Proiezione del documentario ‘ARCHIVIATO. L’obbligatorietà dell’azione penale in Valsusa’.

“L’idea del filmato nasce dalla constatazione di come gli illeciti commessi da agenti e funzionari di pubblica sicurezza ai danni di manifestanti No Tav non determinino i medesimi esiti giudiziari di quelli commessi dai manifestanti.
Nel contesto valsusino tale discrasia assume caratteri macroscopici: centinaia di denunce e procedimenti penali avviati nei confronti di attivisti e simpatizzanti del Movimento Notav, anche e soprattutto per reati bagatellari, trovano immancabile sbocco in processi e sentenze, mentre le decine di querele, denunce ed esposti per gli abusi compiuti dalle forze dell’ordine, anche gravemente lesivi dei diritti e dell’incolumità dei manifestanti, non sono mai giunti al vaglio di un processo.
Il documentario, che ha fruito della collaborazione, tra gli altri, di Elio Germano come voce narrante, affronta il delicato tema della tutela giudiziaria delle persone offese dai reati commessi dagli agenti e dai funzionari appartenenti alle varie forze dell’ordine e per farlo si avvale di immagini e documenti, per lo più inediti.
Il filmato, all’inevitabile e drammatica rappresentazione delle violenze subite dai manifestanti nel corso delle operazioni di ordine pubblico condotte dalla polizia in Valsusa, fa seguire la narrazione del successivo iter processuale sino al suo disarmante e preoccupante epilogo“.

Sinossi

“La procura di Torino ha sostituito al binomio colpevole/innocente, il binomio amico/nemico tipico delle guerre, dove l’amico poliziotto è innocente anche se colpevole, e il nemico manifestante è colpevole anche se innocente.” (Marco Revelli)