Bispuri, a Berlino mie madri imperfette. In corsa per l’Italia Figlia mia con Rohrwacher e Golino


“Racconto ancora una volta le femminilità imperfette, personaggi femminile forti, ma che non hanno paura della loro complessità”. Così Laura Bispuri sintetizza ‘Figlia mia’, opera seconda che passa oggi in concorso, unico film italiano, al Festival di Berlino (15-25 febbraio). Una sinfonia al femminile, applaudita alla prima stampa di stamani, nella luce calda della Sardegna occidentale (Cabras). Qui ha luogo un patto segreto, destinato a rompersi, che vede protagoniste due donne madri di una stessa bambina. Da una parte c’è Tina (Valeria Golino), madre amorevole, ansiosa e affidabile che vive solo per la sua piccola Vittoria (Sara Casu) di dieci anni e, dall’altra, Angelica (Alba Rohrwacher), madre naturale, alcolizzata, fragile, in preda di se stessa e della sua vita scombinata. Venuto meno il patto che le lega sin dalla nascita di Vittoria, le due donne si troveranno a contendersi l’amore di questa bambina. Tina, sposata con il silenzioso Umberto (Michele Carboni), lo farà perché quella creatura la sente sua, il suo naturale prolungamento, l’essere che ha cresciuto; Angelica, invece, perché potrebbe essere il suo riscatto, la sua cura. La piccola Vittoria dovrà così combattere con le sue due anime: quella libera e adulta, ma senza rete che vuole segua Angelica nelle sue folli e pericolose escursioni nelle grotte, e quella rassicurante di Tina la sola capace di poterle far vivere la normalità.

Fonte: Ansa