Biella apre la mostra itinerante “Darwin. L’universo impossibile”, prima tappa di un lungo viaggio che Dario Fo non ha potuto realizzare

giorgio-dariofodarwincesenatico“L’uomo nella sua arroganza si crede un’opera grande, divina. Io più umilmente, credo che sia più giusto considerarlo discendente degli animali”: Charles Darwin.
“Darwin. L’universo impossibile”, è la prima mostra itinerante con centotrenta opere e dipinti inediti dell’attore, scenografo, scrittore e artista che fu Dario Fo. L’esposizione apre domani sabato 29 ottobre a Biella a Palazzo Ferrero e a Palazzo Gromo Losa, e si potrà visitare fino all’8 dicembre. Il primo evento nel nostro Paese dedicato alla memoria del Premio Nobel per la letteratura, scomparso il 13 ottobre scorso all’età di novant’anni.
All’inaugurazione sarà presente il figlio Jacopo, la compagnia teatrale Fo-Rame presenta gli allestimenti, mentre l’Accademia Perosi porterà alcuni brani tratti dal “Carnevale degli Animali” di Saint-Saens.
Sculture, pupazzi e dipinti, non nascono dalla poliedricità di un artista come Dario Fo, ma rappresentano la sua necessità di raccontare Charles Darwin, grande biologo, naturalista e illustratore britannico morto a Londra nel 1882, divenuto celebre per aver formulato la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale agente sulla variabilità dei caratteri ereditari, quindi discendenti da un antenato comune. Le sue teorie furono pubblicate nel libro “L’origine delle specie” nel 1859.
Con la sua teoria, Darwin si era attirato addosso l’ira del popolo britannico, soprattutto perché in quel tempo la Gran Bretagna era schiavista, pertanto non poteva tollerare che gli schiavi fossero messi sul loro stesso piano. Dario Fo si era appassionato a questa teoria e avrebbe voluto parlare e spiegare Darwin al suo pubblico attraverso i suoi lavori pittorici e letterari. Infatti, alla mostra saranno esposti i suoi ultimi lavori, creati velocemente negli ultimi mesi della sua vita, come se stesse lottando contro il tempo, il tempo che ha vinto, che lo ha fatto soccombere prima che potesse realizzare il suo sogno.
In questo indaffaratissimo e frenetico lavoro è compresa la ricerca-studio su Darwin, lo scienziato evoluzionista di cui Fo ripercorre la vita e le sue scoperte per dimostrare il suo genio innato e la grandezza del suo lavoro, delle sue intuizioni. Per arrivare alle sue conclusioni, Dario Fo si immerge nei documenti che Darwin scambiò con i suoi contemporanei e le testimonianze raccolte di quell’epoca. Ma non solo. Fo si addentra anche nei libri pubblicati in risposta alla teoria di Darwin sulla quale polemizzavano, ma egli è molto preso dal fascino di quello scienziato e nella mostra sono le immagini a parlare: dagli animali preistorici commissionati dal Nobel, ai suoi dipinti e ai pupazzi, le sculture mostrano l’evoluzione delle varie specie fino a giungere all’uomo.
Ricordiamo che l’anteprima era stata rappresentata a Cesenatico (Forlì-Cesena), e Dario Fo si prestava insieme a un gruppo d’attori e a Mario Pirovano – amico, attore -, a spiegare e recitare i quadri ai ragazzi in visita con le scuole. Anche a Biella, purtroppo senza di lui, il cast ripeterà l’esperienza di Cesenatico per gli studenti, anche se saranno, ovviamente, a disposizione anche degli adulti, come ci teneva a dire sempre anche lui. Dario a questa mostra ci teneva. A Palazzo Ferrero, nella serata di apertura, è previsto anche uno spettacolo intitolato: “Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?”.
Dario Fo non ci sarà naturalmente, tuttavia, visto anche il breve tempo che ci separa dalla sua dipartita, nell’aria di Palazzo Ferrero e di Palazzo Gromo Losa aleggerà la sua discreta presenza. Non può essere altrimenti.

Di Alberto Bonfigli