Alessandro Haber, 70 anni con valigia dell’attore.

Una lunga gavetta per un artista sdoganato da Avati.

Alessandro Haber, settanta anni il 19 gennaio, è un attore dalla sterminata gavetta, un artista che non ha avuto una vita facile. Capace di interpretare tutto il possibile, dall’uomo comune a Bukowski, ha mostrato in tutta la sua carriera, sia al cinema che a teatro, come il suo volto massiccio e la sua fisicità siano perfetti per un mestiere difficile, tra nomadismo e precarietà, proprio come lo descrive Francesco De Gregori ne La valigia dell’attore canzone a lui dedicata dal cantautore romano. Nato a Bologna nel 1947, padre rumeno e madre italiana, Haber trascorre gran parte della sua infanzia in Israele.

Il suo sogno è però recitare e così, ventenne, una volta in Italia parte con il piede giusto: un ruolo in LA CINA E’ VICINA di Marco Bellocchio. Non mancherà poi di lavorare, nel corso degli anni e quasi sempre in ruoli secondari, con registi cult come i Taviani, Fellini, Bertolucci e Damiani. A sdoganarlo definitivamente sarà nel 1986 il regista Pupi Avati con il suo REGALO DI NATALE. Nel film è Lele Bagnoli, perdente nato e aspirante giornalista, uno dei quattro vecchi amici che si ritrovano la notte di Natale a giocare a Poker per spennare un industriale. Ma l’Haber dai mille ruoli è stato, tra l’altro, anche Michele Apicellain in SOGNI D’ORO di Nanni Moretti (è l’alter-ego morettiano), e poi con Ugo Tognazzi e Philippe Noiret, in AMICI MIEI – ATTO II di Mario Monicelli, e, infine, nel cast dell’opera prima di Gabriel Salvatores SOGNO DI UNA NOTTE D’ESTATE.

Nel 1986, anno della svolta, oltre che in REGALO DI NATALE, è anche nel cast de LA DONNA DEL TRAGHETTO, ANCHE LEI FUMAVA IL SIGARO, GRANDI MAGAZZINI, INNOCENZA e COM’E’ DURA L’AVVENTURA. Dovrà aspettare otto anni, il 1994, per imbattersi in un anno altrettanto felice. È infatti un gangster per Davide Ferrario in ANIME FIAMMEGGIANTI, mercante d’armi in PALLA DI NEVE di Maurizio Nichettied è poi il coraggioso protagonista dell’esordio di Enzo Monteleone in LA VERA VITA DI ANTONIO H. Ovvero Antonio Hutter, attore tanto sfortunato quanto voglioso di parlare che si confessa davanti a una platea deserta, come in una sorta di biografia romanzata dello stesso attore bolognese.

Perfetto per personaggi introversi, ambigui, repressi e pronti a scoppiare, lavora negli anni Novanta in tre film di Pieraccioni (I LAUREATI, IL CICLONE, FUOCHI D’ARTIFICIO) e, tra il 1999 e il 2003, ancora con Mario Monicelli (PANNI SPORCHI) e Pupi Avati nel sequel LA RIVINCITA DI NATALE. Abbraccia la sua prima regia al cinema nel 2003 con la commedia SCACCO PAZZO, dalla piece omonima di Vittorio Franceschi e si misura poi più volte come cantante e autore di canzoni impegnate (ha all’attivo cinque cd). In teatro recita in ORGIA di Pier Paolo Pasolini, WOYZECK di Georg Büchner, Arlecchinoe L’AVARO di Molière. Sempre come attore teatrale, nel 2006 si aggiudica il Premio Gassman come miglior attore per ZIO VANJA di Anton Čechov.

Fonte: ANSA