Adozione: storia di un padre felice

FIRENZE – Incontrare un bambino sconosciuto in un’altra parte del mondo. Conoscerlo, accettarlo, e sperare di essere accettati. Creare con lui una famiglia e diventare un padre felice. È questa l’esperienza di Simone Antonelli, che ne La mano stretta (Mauro Pagliai Editore, pp. 104, euro 7) racconta di sé e del figlio Alexander affrontando un tema complesso come l’adozione in modo sincero e appassionante, e trasformando una vicenda intima e personale in un insegnamento universale di amore.

La testimonianza di Antonelli, fiorentino classe ’65, inizia dalla decisione presa assieme alla moglie di adottare un figlio, scelta che – un po’ come un salto nel buio – li metterà presto di fronte a dubbi, interrogativi, e qualche paura. Il percorso è accidentato, fatto di lunghe attese e centinaia di documenti da firmare. Tre anni senza notizie, senza speranze, solo col silenzio e con la fatica di tenere accesa dentro la fiducia. Ma al primo incontro con Alexander in un orfanotrofio in Russia, tutto cambia. “Quel giorno”, racconta, “ho conosciuto mio figlio dalla stretta di mano. Il suo viso non mi diceva nulla, la sua immagine mi faceva dubitare di essere nel posto giusto. Ma poi mi dette la mano e mi strinse così forte da farmi male”. E alla luce di questo, anche l’attesa che sembrava estenuante acquista un significato: come un laboratorio per forgiare la pazienza, riportare le pretese a un giusto equilibrio, aumentando allo stesso tempo il desiderio di confrontarsi con un bambino in cerca di una famiglia. E se anche l’esperienza dell’adozione richiede impegno e sacrifici, e ci costringe a mettere in discussione molte delle nostre certezze, nondimeno ci saprà ripagare ogni giorno di più, nella consapevolezza che essere genitori è un’esperienza unica, totalizzante, emozionante oltre ogni possibile descrizione. Senza voler salire in cattedra, elargire consigli sull’educazione né tantomeno stilare un “manuale pratico”, Antonelli trasmette una verità fondamentale: così come un tempo siamo cresciuti da figli, arriva un momento in cui dobbiamo crescere come genitori.

 

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La mano stretta. Storia di un padre adottivo.

Simone Antonelli Edizione Muro Pagliai

“Ho conosciuto mio figlio dalla stretta di mano, quel primo giorno. Il suo viso non mi diceva nulla, la sua immagine mi fece dubitare di essere nel posto giusto. Ma poi mi dette la mano e mi strinse così forte da farmi male…”

Il racconto sincero e appassionante di un padre adottivo, dai primi incontri con il futuro figlio in un orfanotrofio in Russia alle successive riflessioni sulla conoscenza e sulla convivenza reciproca. Da pagine intense, commoventi e ricche di testimonianze utili per tutte le famiglie di oggi, emerge tutta l’importanza dell’accettazione e quindi dell’accoglienza della diversità. L’esperienza dell’adozione, spiega l’autore, richiede impegno e sacrifici, e ci costringe a mettere in discussione molte delle nostre certezze, ma nondimeno ci saprà ripagare ogni giorno di più, nella consapevolezza che essere genitori è un’esperienza unica, totalizzante, emozionante oltre ogni possibile descrizione.