Adios! Ucciso l’ultimo cronista, il giornale messicano Norte decide di chiudere

Messico – Addio. Fine della libera informazione, davanti all’ultimo cronista ucciso il giornale si arrende e cessa di esistere. Una storia drammatica quella che arriva dal Messico dove il Norte, giornale della città di confine messicana Juárez, ha annunciato la fine delle sue pubblicazioni perchè “è troppo pericoloso andare avanti”.

Un articolo di Giacomo Taglianani per l’Huffington Post. L’editore Oscar Cantu Murguia ha informato i lettori della sua decisione in una lettera d’addio dal titolo inequivocabile: “Adios!” Una resa difficile e necessaria dopo l’uccisione della cronista 54, corrispondente del giornale che lavorava anche per La Jornada, Misolava Breach, freddata da otto colpi di pistola sparati sulla sua auto da un killer mentre la giornalista stava andando a prendere il figlio a scuola. Sei mesi prima, a causa di alcuni suoi articoli scottanti sulle collusioni trafficanti-politica, aveva ricevuto precise minacce: “Ti abbiamo ucciso”. Per lei, la stessa sorte di almeno 120 giornalisti messicani da inizio 2000, ammazzati da esponenti del cartello. Nel suo caso le indagini portano a Carlos Arturo Quintana (“El 80”), uomo della Linea, il braccio armato del cartello di Juarez.
 E’ stata l’ultima goccia di sangue in un vaso ormai colmo. “Non ci sono né le garanzie né la sicurezza” per fare giornalismo, scrive l’editore che sottolinea come in 27 anni il giornale abbia provato a raccontare la violenza e la corruzione del paese.
“Tutto nella vita ha un inizio e una fine, un prezzo da pagare” si legge nella sua lettera ricordando come a uccidere il giornale sia anche il rifiuto della società e le istituzioni di finanziarlo e sostenerlo. Se il quotidiano cartaceo chiude, Norte proverà a resistere con la versione on line per un po’.
Dei 120 cronisti uccisi dal 2000 almeno una quarantina sarebbero stati ammazzati per motivi direttamente collegati al loro lavoro (fonti Committee to Protect Journalists). Soltanto nel mese di marzo, oltre a Breach, sono stati uccisi a Guerrero e Veracruz altri cronisti, sempre dal cartello della droga.
Foto: JOSE LUIS GONZALEZ / REUTERS