A Londra la casa-museo di Dickens

(di Anna Lisa Antonucci) (ANSA) – Le capitali nordiche e, in particolare Londra, a Natale esprimono il massimo della loro bellezza, piene di luci e suoni. E a Londra c’è un luogo del cuore dove la tradizione del Natale ha avuto inizio: la casa-museo di Charles Dickens. E’ qui che, in pieno Ottocento, ha vissuto e ha scritto alcuni dei suoi capolavori ‘l’inventore del Natale’: lo scrittore vittoriano, sulla cui vita il 21 dicembre esce in Italia l’omonimo film diretto da Bharat Nalluri. La favola “A Christmas Carol“, scritta da Dickens nel 1843, è sicuramente la più famosa nel suo genere e ha ispirato tanti film, il più visto, da grandi e piccini, quello di Disney con topolino nella parte di Bob Cratchit, il sottopagato, sfruttato e maltrattato impiegato di Ebenezer Scrooge.

Al 48 di Doughty Street, una stradina tranquilla nel quartiere di Bloomsbury, non lontano dalla fermata metro di Russel Square, sorge ancora la casa georgiana, rimasta immutata nel tempo, dove Dickens, insieme alla moglie Catherine e ai tre maggiori dei suoi dieci figli, abitò abbastanza a lungo da scrivere alcuni dei suoi capolavori come ‘Oliver Twist‘, ‘Il circolo Pickwick‘ e ‘Nicholas Nickleby‘.

La caratteristica di questo grazioso villino cielo-terra, a differenza di altre case-museo di personaggi famosi, è che qui non si celebra solo l’illustre scrittore, con i suoi libri i vestiti, il mobilio, ma un’intera epoca, e dunque le abitudini quotidiane di metà Ottocento. Alle pareti della cucina, come da usanza ubicata nel seminterrato, sono appesi gli utensili che si usavano allora, così come nei locali frequentati dalla servitù ci sono i catini per il bucato e i fili per stendere la biancheria all’interno della casa.

Salendo al piano nobile la sala da pranzo accoglie un bel camino e la tavola imbandita come usava acconciarla la moglie dello scrittore, con tanto di piatti e cristalleria d’epoca. L’atmosfera è talmente reale che sembra di vedere il padrone di casa seduto a capo tavola. Nel salotto il leggio dove l’autore intratteneva gli ospiti con le letture dei suoi lavori. Al primo piano si visita lo studio, con la scrivania personale dello scrittore, la sua camera da letto e quella dove l’affezionatissima sorella Mary morì, a soli 17 anni, tra le sue braccia. Infine nel sottotetto le stanze dei bambini e gli alloggi della servitù. In questa casa, trasformata in museo con un lavoro di restauro costato 3,1 milioni di sterline, provenienti in gran parte dai proventi dell‘Heritage Lottery, la lotteria nazionale britannica che raccoglie fondi per i beni storico-artistici, Dickens visse dal 1837 al 1839.

Con l’aiuto di specialisti e studiosi del patrimonio letterario, i lavori di restauro hanno consentito di riportare al suo originale splendore l’edificio storico che Dickens prese in affitto per tre anni, a 80 sterline l’anno ed è l’unica abitazione “superstite” fra le residenze londinesi in cui egli abitò. Nel 1939 Dickens si trasferì in una casa più grande e di pregio, poiché la sua famiglia era cresciuta, ma anche perchè era diventato più ricco con la sua attività di romanziere.

L’edificio che ospita il Museo nel 1923 fu minacciato da una demolizione, ma fu salvato dall’Associazione Dickens Fellowship (fondata nel 1902) che lo acquistò sollevandolo dall’ipoteca che lo gravava e lo ristrutturò. Il museo fu aperto nel 1925 e originariamente si chiamava “Dickens House Museum“.

E come ogni museo che si rispetti in Gran Bretagna anche questo ha un piccolo ma interessante book shop, tutto dedicato allo scrittore e alle sue opere, e una confortevole e tipica tea room con una bella vista sul giardino.

In occasione dell’uscita del film ‘Dickens – L’uomo che inventò il Natale‘ il museo ospiterà un mostra dal titolo ‘A ghost of an idea: unwrapping a Christmas Carol’, che racconta la genesi di ‘Canto di Natale‘. Il pezzo forte dell’esposizione sono alcuni sketch originali che il cartoonista John Leech aveva disegnato per la prima edizione del libro, nel 1843. Di fatto sono le prime immagini esistenti di Ebenezer Scrooge, diventato il simbolo dell’anti spirito natalizio.