38 anni fa la mafia uccideva Peppino Impastato

Il 9 maggio del 1978, a Cinisi, un piccolo paese della Sicila a 30 km da Palermo, viene ucciso dalla mafia, a soli 30 anni Giuseppe Impastato, detto Peppino, un giornalista e attivista siciliano, militante url    della sinistra extraparlamentare che sin da ragazzo si è battuto contro la mafia. A pochi giorni dalla  sua probabile elezione a consigliere comunale viene ucciso per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti boss di Cinisi e capo di cosa nostra, bersaglio preferito delle trasmissioni della Radio libera fondata da Impastato. Nel programma Radio Aut che trasmetteva insieme a Salvo Vitale e ad altri ragazzi di Democrazia Proletaria, Impastato attaccava con l’unica arma dell’ironia e del sarcasmo la mafia denunciandone i traffici illeciti come le speculazione edilizie, gli appalti, i traffici di droga, la collusione con la politica. L’attenzione di tutta Italia in quel giorno e nei mesi successivi rimase concentrata sulla notizia del ritrovamento a9bed31ef4cccfaa9b9118e7d829a3de4 Roma del cadavere di Aldo Moro, il presidente della Democrazia cristiana, ucciso dalle Brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia, e la notizia dell’omicidio di Impastato rimase oscurata. I mezzi d’informazione, le forze dell’ordine e la magistratura parlarono di un’azione terroristica in cui l’attentatore era rimasto ucciso. Lunghissimi sono stati i tempi per arrivare a una verità giudiziaria, grazie alla forza e il coraggio della madre di Peppino, Felicia, e del fratello, Salvatore dopo un’archiviazione nel 1992, in seguito alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Palazzolo, venne riaperta formalmente l’indagine nel ’96 e Gaetano Badalamenti  venne condannato poi all’ergastolo nel 2002.images-1 Peppino Impastato oggi è molto più di un ricordo, o di un simbolo, lui che aveva fatto della lotta contro le mafie la sua ragione di vita, ripetendo senza paura tutti i giorni i nomi e i fatti che non dovevano essere conosciuti, fa parte della memoria collettiva di un popolo e della sua storia. La sua vicenda ha ispirato molti artisti come ‘I cento passi’, film di Marco Tullio Giordana con Luigi Lo Cascio, e i Modena City  Ramblers che gli hanno dedicato una canzone.

Di Daniele Ceccarini