23 giugno 1980: l’omicidio del giudice Mario Amato. Per non dimenticare

amato 2Il 23 giugno 1980 viene ucciso a Roma il sostituto procuratore Mario Amato. Il magistrato, 42 anni, era arrivato alla procura nel 1977 e aveva ereditato i fascicoli del giudice che prima di lui si occupava di terrorismo nero: Vittorio Occorsio, (ucciso il 10 luglio 1976 dal neofascista Pierluigi Concutelli).

Amato è il primo magistrato, dopo Occorsio, a tentare una lettura globale del terrorismo nero: «attraverso i parziali successi delle indagini su singoli episodi terroristici – dice davanti al CSM dieci giorni prima di essere ucciso – sto arrivando alla visione di una verità  d’assieme, coinvolgente responsabilità  ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi».

Ma Amato è lasciato solo a svolgere queste indagini, isolato dai suoi superiori e oggetto di continui attacchi da parte del collega giudice Antonio Alibrandi (padre del NAR Alessandro Alibrandi, fedelissimo di Fioravanti).

Amato riesce comunque a ricostruire le connessioni tra destra eversiva e ‘Banda della Magliana‘, intuisce i legami tra sottobosco finanziario, economico e potere pubblico. «L’ambiente della destra romana – afferma – ha legami e diramazioni dappertutto».

Aveva scoperto, tra l’altro, che i NAR cercavano un’alleanza con gli estremisti di sinistra (come auspicava da anni Franco Freda, teorico dell’alleanza tattica con il terrorismo di opposto colore e a quel tempo sotto processo per la strage di Piazza Fontana), che si erano organizzati alla stregua delle BR e stavano diventando pericolosissimi.

Poche settimane prima della Strage di Bologna, Amato viene ucciso a Roma dai terroristi Gilberto Cavallini e Luigi Ciavardini, mentre i mandanti di questo omicidio, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, sono a Treviso, dove fanno di tutto per farsi notare in modo da costruirsi un alibi, secondo un piano abilmente architettato.

Ricevuta la notizia dell’avvenuto omicidio, Mambro e Fioravanti festeggiano a ostriche e champagne e stilano il volantino di rivendicazione: «oggi Amato ha chiuso la sua squallida esistenza imbottito di piombo».

amato scarpaIl sostituto procuratore viene trucidato alle 8.05, mentre ad una fermata attende l’autobus per recarsi a lavoro. Dopo l’omicidio i fotografi scattano foto impietose, che del magistrato ritraggono, in primo piano, le suole delle scarpe bucate.
A chi lo aveva ucciso, che a quel tempo pranzava spesso in rinomati ristoranti e alloggiava in lussuosi alberghi grazie ai proventi delle rapine, la vita onesta ed umile di quel magistrato serio e coraggioso doveva sembrare davvero squallida.

Con Amato svanisce anche la possibilità  di impedire la Strage di Bologna.

Tratto dal cd rom 2 agosto 1980 (a cura del Cedost)